PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
"Jamaica my love
E' vero, la Jamaica non è per tutti, o la ami o la odi; avendola visitata più volte ho avuto modo di conoscere diverse tipologie di turisti e di ascoltare pareri spesso assai contrastanti tra loro.
Chi non è preparato, chi non viene informato adeguatamente dalla propria agenzia o non lo ha fatto personalmente spesso vive la vacanza nell'isola come un vero incubo. Voglio subito sfatare la miriade di false informazioni circa la pericolisità di tale soggiorno; in tanti anni non ho mai assistito a scene di violenza, nè ho mai avuto paura che mi capitasse qualcosa di spiacevole; occorrono solo le elementari precauzioni richieste anche in Italia (non ostentare, non provocare, non frequentare luoghi isolati nelle ore notturne).
E allora dove sta il problema? Il turista è, per i Jamaicani, una succulenta fonte di guadagno, spesso l'unica e questo non solo per alberghi, ristoranti e strutture affini; a chi arriva in Jamaica, già dal momento in cui atterra all'aeroporto di Montego Bay, viene proposto l'acquisto di marijuana, a partire dallo stesso autista del pullman diretto agli alberghi, piuttosto che dal facchino e questo è solo l'inizio; una volta giunti a destinazione, i turisti subiscono 'assalti' di ogni genere: massaggi, moto d'acqua, bottom glass (barca con fondo in vetro), foglie di aloe per dare sollievo alla pelle, dopo una giornata al sole, treccine, frutta fresca, aragoste già bollite da consumare direttamente in spiaggia, serate reggae o jamaican boy! Questi gli articoli più caldeggiati dagli autoctoni.
Se non si è interessati, basta rispondere, gentilmente ma con fermezza, 'no, grazie', e la cosa finisce lì; il fatto è che questo accade più volte al giorno, dappertutto, per strada, in spiaggia, talvolta anche mentre fai una nuotata! C'è chi non regge, si infastidisce e finisce per perdere anche la voglia di percorrere i i magnifici dodici km della spiaggia di Negril, pentito di non aver scelto le Maldive! In questo modo, però, si perde il piacere di incontri e di situazioni davvero singolari e divertenti, di gustare i profumi e i sapori delle carni cucinate nelle tipiche 'marmitte', di osservare le coloratissime casette disseminate sulla sabbia o di ammirare le morbide forme delle sculture in legno. La 'vita', a Negril, si svolge tutta sulla spiaggia.
Anche l'argomento 'cibo' è motivo di lagnanze da parte di tanti: riso (non certo 'risotto'), pollo, cucinato in almeno sette maniere, maiale, capra e poco pesce (a parte l'aragosta)! L'errore degli scontenti è voler ritrovare a tutti i costi gusti e aromi della madrepatria, fino ad arrischiare un'improbabile 'pasta alla bolognese'! Senza sospettare la squisitezza, altrettanto appagante, di un 'jerck chicken' o di un 'pork chicken', accompagnati da verdurine e riso come companatico.
A me, della Jamaica, piace tutto! Le proposte di acquisto sopra accennate riguardano soprattutto i primi giorni poi, quando l'abbronzatura comincia ad essere significativa, si attenuano; forse i locali pensano che a quel punto uno abbia già provveduto o che, davvero, non sia interessato. Quanto alla gastronomia, si sa, qulla italiana è in cima alla piramide al punto che l'espressione, 'cucina italiana', non ha bisogno di essere tradotta! Tutti sanno però che per conoscere un paese è bene 'attraversare' anche le sue pietanze e i pregiudizi, in questo senso, possono rappresentare seri limiti.
Mi piace, inoltre, la quasi totale assenza della formula 'villaggio turistico' con l'immancabile e spesso ingombrante presenza dell'animatore, impegnatissimo a coinvolgerti in tante simpatiche attività! In Jamaica, ci sono per lo più piccoli resort sulla spiaggia, in stile coloniale; la spiaggia non presenta barricate, transenne nè recinzioni di sorta, tutti (turisti e locali) scorrazzano liberamente, ed è piacevole scambiare battute con i vari venditori ambulanti o semplicemente...guardare la quotidianità di Negril mentre ti scorre davanti, sonnolenta e brulicante allo stesso tempo.
Quest'anno, però, c'è una novità che mi lascia sulle prima alquanto perplessa: l'animatore! Un Jamaicano di nome 'Andrea'. Trovo la cosa piuttosto strana ma manco da cinque anni e, nel frattempo, le cose possono essere cambiate. Il primo giorno, Andrea annuncia che l'indomani, alle 10 del mattino, terrà una lezione di 'acqua gym'. Incuriosita, a quell'ora sono lì, lo vedo trafficare alla consolle dell'impianto stereo, gli dico che sono pronta (c'ero solo io), lui mi fa un bel sorriso, mi dice 'no problem' e mi fa segno che entro poco si comincia, mi chiama lui. Io vado a sdraiarmi al sole, poco dopo guardo l'ora, le 10,30! Mi volto verso di lui, mi fa ciao con la mano e mi sorride di nuovo, la musica continua a diffondersi piacevolmente intorno a me.
A mezzogiorno vado a pranzo...che bello! Coscienza a posto, perchè io la buona volontà ce l'ho messa e tanto riposo, sole e mare. Andrea l'acqua gym non l'ha fatta mai e io mi sono rassicurata, nulla è cambiato, tranne una simpatica e discreta presenza in maglietta gialla, con su scritto 'entertainment'!"
Post di Pandora20 del 18 gennaio 2008
E' vero, la Jamaica non è per tutti, o la ami o la odi; avendola visitata più volte ho avuto modo di conoscere diverse tipologie di turisti e di ascoltare pareri spesso assai contrastanti tra loro.
Chi non è preparato, chi non viene informato adeguatamente dalla propria agenzia o non lo ha fatto personalmente spesso vive la vacanza nell'isola come un vero incubo. Voglio subito sfatare la miriade di false informazioni circa la pericolisità di tale soggiorno; in tanti anni non ho mai assistito a scene di violenza, nè ho mai avuto paura che mi capitasse qualcosa di spiacevole; occorrono solo le elementari precauzioni richieste anche in Italia (non ostentare, non provocare, non frequentare luoghi isolati nelle ore notturne).
E allora dove sta il problema? Il turista è, per i Jamaicani, una succulenta fonte di guadagno, spesso l'unica e questo non solo per alberghi, ristoranti e strutture affini; a chi arriva in Jamaica, già dal momento in cui atterra all'aeroporto di Montego Bay, viene proposto l'acquisto di marijuana, a partire dallo stesso autista del pullman diretto agli alberghi, piuttosto che dal facchino e questo è solo l'inizio; una volta giunti a destinazione, i turisti subiscono 'assalti' di ogni genere: massaggi, moto d'acqua, bottom glass (barca con fondo in vetro), foglie di aloe per dare sollievo alla pelle, dopo una giornata al sole, treccine, frutta fresca, aragoste già bollite da consumare direttamente in spiaggia, serate reggae o jamaican boy! Questi gli articoli più caldeggiati dagli autoctoni.
Se non si è interessati, basta rispondere, gentilmente ma con fermezza, 'no, grazie', e la cosa finisce lì; il fatto è che questo accade più volte al giorno, dappertutto, per strada, in spiaggia, talvolta anche mentre fai una nuotata! C'è chi non regge, si infastidisce e finisce per perdere anche la voglia di percorrere i i magnifici dodici km della spiaggia di Negril, pentito di non aver scelto le Maldive! In questo modo, però, si perde il piacere di incontri e di situazioni davvero singolari e divertenti, di gustare i profumi e i sapori delle carni cucinate nelle tipiche 'marmitte', di osservare le coloratissime casette disseminate sulla sabbia o di ammirare le morbide forme delle sculture in legno. La 'vita', a Negril, si svolge tutta sulla spiaggia.
Anche l'argomento 'cibo' è motivo di lagnanze da parte di tanti: riso (non certo 'risotto'), pollo, cucinato in almeno sette maniere, maiale, capra e poco pesce (a parte l'aragosta)! L'errore degli scontenti è voler ritrovare a tutti i costi gusti e aromi della madrepatria, fino ad arrischiare un'improbabile 'pasta alla bolognese'! Senza sospettare la squisitezza, altrettanto appagante, di un 'jerck chicken' o di un 'pork chicken', accompagnati da verdurine e riso come companatico.
A me, della Jamaica, piace tutto! Le proposte di acquisto sopra accennate riguardano soprattutto i primi giorni poi, quando l'abbronzatura comincia ad essere significativa, si attenuano; forse i locali pensano che a quel punto uno abbia già provveduto o che, davvero, non sia interessato. Quanto alla gastronomia, si sa, qulla italiana è in cima alla piramide al punto che l'espressione, 'cucina italiana', non ha bisogno di essere tradotta! Tutti sanno però che per conoscere un paese è bene 'attraversare' anche le sue pietanze e i pregiudizi, in questo senso, possono rappresentare seri limiti.
Mi piace, inoltre, la quasi totale assenza della formula 'villaggio turistico' con l'immancabile e spesso ingombrante presenza dell'animatore, impegnatissimo a coinvolgerti in tante simpatiche attività! In Jamaica, ci sono per lo più piccoli resort sulla spiaggia, in stile coloniale; la spiaggia non presenta barricate, transenne nè recinzioni di sorta, tutti (turisti e locali) scorrazzano liberamente, ed è piacevole scambiare battute con i vari venditori ambulanti o semplicemente...guardare la quotidianità di Negril mentre ti scorre davanti, sonnolenta e brulicante allo stesso tempo.
Quest'anno, però, c'è una novità che mi lascia sulle prima alquanto perplessa: l'animatore! Un Jamaicano di nome 'Andrea'. Trovo la cosa piuttosto strana ma manco da cinque anni e, nel frattempo, le cose possono essere cambiate. Il primo giorno, Andrea annuncia che l'indomani, alle 10 del mattino, terrà una lezione di 'acqua gym'. Incuriosita, a quell'ora sono lì, lo vedo trafficare alla consolle dell'impianto stereo, gli dico che sono pronta (c'ero solo io), lui mi fa un bel sorriso, mi dice 'no problem' e mi fa segno che entro poco si comincia, mi chiama lui. Io vado a sdraiarmi al sole, poco dopo guardo l'ora, le 10,30! Mi volto verso di lui, mi fa ciao con la mano e mi sorride di nuovo, la musica continua a diffondersi piacevolmente intorno a me.
A mezzogiorno vado a pranzo...che bello! Coscienza a posto, perchè io la buona volontà ce l'ho messa e tanto riposo, sole e mare. Andrea l'acqua gym non l'ha fatta mai e io mi sono rassicurata, nulla è cambiato, tranne una simpatica e discreta presenza in maglietta gialla, con su scritto 'entertainment'!
E' tardi ma il sonno non arriva e, del resto, quando l'indomani non c'è scuola, le ore piccole mi piacciono; la casa è silenziosa, per qualche ora sembra svanita la 'convivenza' con i miei vicini grandi e piccoli (accidenti alle case moderne e ai muri di carta velina); in lontanaza, ora che il cielo è terso, vedo brillare uno spicchio di mare tra le colline e tutto è come deve essere. Avevo deciso di salutare tutti gli amici del blog domani ma meglio non rimandare, questo è il momento giusto.
Forse ce l'ho fatta; dopo aver fatto conoscenza ravvicinata con tutti i virus influenzali che mi sono gravitati intorno, a partire dai primi di dicembre, e che fino a due giorni fa mi hanno fatto tremare 'le vene e i polsi', domenica si parte, volo nella terra di Bob Marley! E sì che la Liguria è 'una terra leggiadra' ma da quattro anni non facevo una vera vacanza.
Voglio augurare a tutti voi festività serene e festose, di riposo e di notti brave, di riflessioni illuminanti e di spensieratezza. Per l'anno nuovo...tutto ciò che desiderate! Ci ritroviamo dopo l'Epifania, spero di avere cose belle da raccontare (non troppe, perchè i viaggi divertono solo chi li fa!).
Da poco tornati dalle vacanze, si programma già la prossima meta.
Per scoprire o riscoprire se stessi, le proprie radici, le bellezze che il nostro Pianeta ha da offrire o solo divertirsi.
Esperienze e consigli pratici per chi viaggia. Meglio se low cost. O solamente con la fantasia.
Pronti al decollo?