SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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martedì, 07 aprile 2009

l'arte di tacere

Si dovrebbe tacere. Fornire i dati, nudi e crudi. O lasciare parlare le immagini di questa ennesima tragedia della terra che trema. Il terremoto è così. Da sempre gli uomini hanno dovuto fronteggiarlo. C'è chi ha imparato a combatterlo e a limitarne i danni dandosi strutture e strumenti adeguati.

Di fronte a tale tragedia si sta in silenzio quando si è parlato a vanvera prima, la volta precedente, promettendosi che "Mai più!" sarebbe accaduto. "Mai più!".

Arriverà il momento di fare i conti con le responsabilità di chi avrebbe potuto fare qualcosa e non l'ha fatto.

Ma questo è il momento del silenzio. E della solidarietà. E non delle interviste, atte a fornire "informazione" , in cui agli sfollati e ai sopravvissuti rifugiatisi nelle proprie auto si chiede: "Che cosa fa qui in macchina?" oppure: "Che cosa prova in questo momento?"


postato da: critolao alle ore 19:33 | link | commenti (7)
categorie: poesia, riflessioni, televisione, attualitĂ , societĂ , tragedie
venerdì, 13 febbraio 2009

Consapevolezza

Riepilogo: in qualità di docenti, lavoriamo con studenti che non sempre sono motivati, educati, disponibili all'ascolto e all'apprendimento.

Abbiamo spesso a che fare con famiglie assenti o fin troppo presenti; famiglie moderne composte da una sola madre, da un solo padre, da un padre e la sua fidanzata insieme a una madre con il suo fidanzato e i suoi nuovi tre figli; famiglie che se convocate per un colloquio rispondono: "Ma io ho da lavorare!" oppure si presentano infuriate in aula ricevimento pronte a difendere a spada tratta il pargolo incompreso o che fanno pensare ai docenti che le hanno convocate che, visti i modelli genitoriali, in fondo il pargolo stia venendo su fin troppo bene...

E' questa la situazione, in molti casi, soprattutto in certe aree geografiche o in certi indirizzi di studio. Probabilmente il docente di un liceo classico non si troverà alle prese con le bestemmie e le flatulenze degli studenti di un istituto professionale indirizzo meccanici ma si troverà a gestire le intemperanze dello studente abbiente e saccente magari imbottito di pasticche e cocaina.

Naturalmente,  ciò cui faccio riferimento è l'estremizzazione di una serie di situazioni che accadono nelle scuole italiane. Non è sempre così, per fortuna, ma può accadere che sia così.

Occorre che tutti ne siano consapevoli. Soprattutto chi governa. Perchè investire sulla scuola (come ben ha evidenziato la puntata "La scuola tagliata", l'inchiesta di Iacona sulla scuola, trasmessa domenica scorsa alle 21.30 su Rai 3) significa investire non solo sul futuro delle giovani generazioni ma sul futuro di un intero Paese. Non si taglia sulla scuola, anche e soprattutto in un momento di crisi.

Al limite si taglia su un personale docente demotivato e passivo che fa questo mestiere solo per mantenere il posto fisso ma che si rifiuta di aggiornarsi, di accostarsi ai suoi studenti, di mettersi in gioco. Solo in questo caso, a mio avviso, ha senso operare dei tagli sul personale della scuola. Ma non allontanando dalla scuola docenti seri, preparati, appassionati che hanno la sventura di essere precari.

P.S. Il post è espressamente dedicato a Prometeo2007 e a tutti i colleghi precari con cui ho avuto e ho la fortuna di lavorare e che rischiano, proprio loro, di essere sacrificati sull'altare della crisi economica per lasciare il posto a chi in classe non fa che urlare e riversare le proprie frustrazioni sugli studenti, sfruttando il privilegio di essere un docente a tempo indeterminato.