SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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martedì, 06 ottobre 2009

Il rovescio della medaglia

Chi insegna, da tanto o da poco, è abituato ai commenti (spesso piccati!) di amici, conoscenti o perfetti estranei, inerenti alle nostre vacanze, tante, lunghissime, a Natale, a Pasqua, per non parlare dei 'ponti' e dell'estate, che per noi è infinita!

E' innegabile, le feste ci sono e ne godiamo, ma attenzione non è a noi che le concedono ma agli studenti e poichè noi, guarda caso, si lavora proprio con loro...che ci andiamo a fare a scuola senza la ragione stessa del nostro operato?

Tuttavia, l'ho già detto, siamo consapevoli che questa conseguenza ineluttabile del mestiere sia un grande privilegio; se non che oggi sono proprio fuori di me, perchè sabato prossimo a San Marino c'è il rally che più mi piace, il "Legend", cui lo scorso anno avevo partecipato (come spettatrice naturalmente) grazie al sabato libero (questo solo dal momento che la scuola era chiusa, il sabato!).

Ecco, appunto, i progetti erano questi: si parte il venerdì, si arriva nel tardo pomeriggio, si cena in qualche bel ristorantino, poi si va a vedere le prove, in notturna. L'indomani, il sabato, c'è lo spettacolo vero e proprio!

Il barbagianni ancora non lo sa che, per me, le speranze di esserci anche quest'anno sono remote; questa mattina, infatti, mi ha telefonato la zelante applicata della scuola cittadina e mi ha comunicato che sì, il preside mi concederebbe anche il giorno di ferie, richiesto con un larghissimo anticipo di due settimane, ma solo a patto che sia io a trovare chi mi sostituisca! Lo so che, quasi dappertutto funziona così, ma tenuto conto che recuperiamo il famoso residuo delle lezioni di cinquanta minuti con due ore in più la settimana, e che i colleghi a 'disposizione' (cui io non posso attingere ovviamente!) sono pertanto numerosi, mi aspettavo che provvedesse la presidenza a stabilire le dovute supplenze (come accade in alcune scuole, e lo dico per esperienza diretta).

Tenuto conto, inoltre, che sabato entro alla prima ora, cui segue un'ora buca, cui ne seguono altre tredi lezione...credo che non troverò nessuno disposto a farmi cotanto regalo (a rendere s'intende)...neppure se fossi disposta a pagare!...in pratica, il dirigente avrebbe fatto una figura migliore a dirmi direttamente: SCORDATELO!!!

...però so che a Natale avrò quindici giorni di vacanza, peccato che il "Legend" non lo rifacciano!

postato da: pandora20 alle ore 19:15 | link | commenti (10)
categorie: societĂ  e scuola
lunedì, 02 marzo 2009

responsabilitĂ 

Cominciare ad esercitare la professione d'insegnante, in generale, è abbastanza semplice.

Basta inserirsi nelle graduatorie di riferimento e aspettare la chiamata dei vari Istituti. Certo, ci sono regioni o graduatorie in cui il tutto è facilitato dall'eterna penuria di personale.

A volte ci si ritrova ad insegnare non perché lo si desideri realmente ma perché quello dell'insegnante è l'unico lavoro che si è riusciti a trovare.

Il problema è che però il mestiere dell'insegnante non è un lavoro qualsiasi.

Ci vuole passione, e voglia, e volontà, e pazienza, per esercitare questo mestiere. Bisogna credere nei ragazzi che ci vengono affidati e far sì che ognuno di loro, anche il meno motivato, dia il meglio di sè.

Ecco perchè sono convinta che solo chi possiede la vocazione possa davvero insegnare.

Tutti gli altri, per favore, si dedichino ad altro. E chi ha la possibilità di farlo, per favore, si prenda la responsabilità di dirlo, a costoro.

Nel loro interesse, perché non c'è nulla di peggio che fare un mestiere che non si ama.

Nell'interesse degli studenti che, fin da piccoli, capiscono subito se la persona che hanno di fronte ami o meno il suo mestiere.

Nell'interesse di tutti, perchè una scuola con insegnanti e studenti non motivati è destinata al fallimento.

E se la scuola fallisce, anche il Paese è destinato al fallimento.


postato da: critolao alle ore 20:30 | link | commenti (7)
categorie: pensieri, riflessioni, societĂ  e scuola
domenica, 22 febbraio 2009

"Far finta di essere sani..."
(liberamente ispirato al post "Se ad essere inconsapevole è il docente")

Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.
(Giorgio Gaber)

Maestro Unico non ce la fa, passa le ore a ringhiare con i ragazzi, a dir loro di stare zitti mentre quando è il momento di parlare, di far lezione, non sa “cosa” dire; il “come” è un lusso a cui non è ancora arrivato. Non prepara verifiche e, in questo, c’è una logica: verificare che cosa, visto che nulla è passato? Maestro Unico “assegna”, è il suo verbo preferito. Maestro Unico finge: dice che va tutto bene mentre, in una classe fuori controllo, qualcuno rischia di farsi male.
Maestro Unico è nella scuola da una vita e da una vita è nel posto sbagliato. Più o meno inconsapevole è arrivato sino ad oggi, fingendo. Ok, lui ha finto. Ma gli altri? Possibile che sia approdato indenne alle soglie della pensione senza che nessuno gli dicesse e imponesse di cambiare mestiere?  Forse qualcuno l’ha fatto ma non è riuscito ad andare oltre le parole, allora ha fatto il possibile per rifilare la patata bollente a qualcun altro. E’ difficile capire questo paradosso: entrare nel mondo della scuola in Italia è difficilissimo ma, quando ci sei dentro, vieni rivestito da una sorta di immunità. Per essere cacciato devi farti come minimo una pera in classe, altrimenti nessuno ti schioda più. Maestro Unico se ne guarda bene: è puntuale, pulito, in ordine; la cartella, il giornale sotto il braccio. Si tinge pure i capelli. Continua a fingere.
I suoi studenti, dopo i primi mesi attraversati dall’incredulità, dal disorientamento e dalla rabbia, sembrano rassegnati, sfiniti da quelle ore interminabili e assordanti di vuoto totale.Così i genitori: sospirano e dicono che andrà meglio l’anno prossimo.
Maestro Unico è l’icona della profonda crisi del sistema scolastico italiano e, in una prospettiva più allargata, del sistema Italia. La finzione sembra essere il paradigma di riferimento. In apparenza, tutto normale. Il vuoto verniciato di parole rassicuranti, le pacche sulle spalle, gli ammiccamenti, tutto ok. La realtà però è un’altra storia. Quella del Maestro Unico è una parabola dei nostri giorni.
La parola e la realtà che essa dovrebbe descrivere non coincidono più. Si dice che va tutto bene, in realtà non è così, però non bisogna dirlo, potremmo deprimerci. Si dà un cinque ma non bisogna preoccuparsi, in realtà è una “precaria sufficienza”. Per dieci anni, abbiamo dato dei sei con l’asterisco, anche se non erano sei. I nostri studenti non riescono a mettere insieme quattro idee su una traccia per la prova di italiano dell’esame di stato? Diamo loro un malloppo di una ventina di pagine, tra un copia-incolla e qualche luogo comune riusciranno a scrivere qualcosa! Fingiamo, per farli apparire ciò che non sono.
La presenza di questo folle teorema nel nostro tessuto sociale è evidente. Certo, la finzione è sempre esistita, oggi però è sdoganata, accettata come parte necessaria del nostro vivere. Un po’ come lo spinotto di Matrix: la realtà fa schifo? Basta collegare i tuoi neuroni ad un software che te la mostri colorata di bellezza, di amore, di umanità.
Ho sempre pensato la scuola come un posto dove impari a conoscere il mondo nelle sue diverse manifestazioni: allora scopri espressioni di una bellezza che ti lascia senza fiato così come vicende  terribili che ti impongono domande impossibili.
Sogno una scuola dove ciascun docente, nei molteplici linguaggi delle diverse discipline, riesca, come fa Morpheus con Neo, a togliere lo spinotto ai suoi studenti e a dir loro nel momento del risveglio “Welcome, to the Real World”.

giovedì, 19 febbraio 2009

Certi personaggi in cerca di autore


A volte penso che alcuni docenti si sentano soli e abbiano voglia che qualcuno si accorga di loro. Nel bene e nel male.
Vogliono che qualcuno “scriva” la loro storia o “gli scriva” la sua storia.
Nella mia breve carriera ho avuto modo di conoscerne alcuni che incarnano stereotipi comuni e tipi abbastanza “originali”.

Sono Precario (nome e cognome di fantasia) è un docente che, purtroppo, non rischia l’estinzione. Si aggira spesso lungo i corridoi e nelle sale docenti rigirandosi i pollici. Inetto anche dal punto di vista sentimentale. Il suo motto: non faccio nulla per la scuola: sono precario.

Sono Professionista (nome e cognome di fantasia) è un docente che svolge il doppio lavoro, uno bene e l’altro meno (a voi l’ardua sentenza). Arriva a scuola 8 secondi prima del suono della campana ed esce 8 secondi dopo la fine delle lezioni. Di lui non si conosce nulla. Il suo motto: vi saluto devo scappare, il lavoro mi aspetta. E viene da chiedersi: io fino ad ora cosa ho fatto?

Graduatorie Provinciali (nome e cognome di fantasia) è un docente a cui potete chiedere tutto su graduatorie di I, II, III fascia di circolo e istituto, provinciali e nazionali. Passa il tempo libero sui siti di tutti i provveditorati. Il suo motto: l’anno prossimo tutti a spasso. Si consiglia, in caso di contatto, di toccare un corno rosso.

Poco alla Pensione (nome e cognome di fantasia) è un docente che spera ogni anno di poter presentare domanda di pensionamento ma il ministero, per fargli un dispetto, aumenta lo scalone. Stanco dell’insegnamento, il suo motto è: la scuola non è più quella di quando ho iniziato ad insegnare. E io: ma no!, non ci credo!

Error Conditio (nome e cognome di fantasia, di manzoniana memoria) è un docente che parla, scrive e vive in burocratese. Molto legato all’ambiente scolastico dove trova sempre qualche collega da adescare per fargli leggere qualche sua creazione. Il suo motto: aspetta, devo parlarti!

Word Excell (nome e cognome di fantasia) è un docente che vanta le proprie (fantomatiche) conoscenze del campo dell’informatica. Costruisce grafici e tabelle, elabora documenti ma si perde in un bicchiere d’acqua se deve fare “copia” e “incolla” in un semplice testo. Il suo motto: meno male che ci sono io.

Contesto per Partito Preso (nome e cognome di fantasia) è un docente a cui non va bene nulla. È sempre sulla barricata a combattere la sua personale battaglia. L’unico problema è che, a volte, va contro i suoi stessi interessi. Non importa: contesto! (è il suo motto).

Famiglia a Carico (nome e cognome di fantasia) è un docente, generalmente donna con marito che lavora 20h/24, con il peso della famiglia sulle spalle. Ha un’aggravante 1 o 2 figli che vanno male nella materia che lei/lui insegna.

Stakan Ovista (nome e cognome di fantasia) è un docente che passa le sue giornate a scuola a sbrigare tutto ciò che gli altri non fanno. La Dirigenza, per farlo sentire a suo agio, lo carica, giorno dopo giorno di incarichi e carte da sbrigare. Il suo motto: nella vita si deve soffrire.


Questo post è dedicato a Coordinatrice d’Indirizzo (nome e cognome di fantasia) che cerca di fare del suo meglio per portare avanti la baracca. È con lei, nelle nostre sale docenti, che analizziamo le tipologie più diffuse di insegnanti. Ho cercato di dare voce ad alcuni docenti (c’è anche la mia, a voi indovinarla) nella speranza che trovino un riscatto alla loro vita.

mercoledì, 18 febbraio 2009

Se ad essere inconsapevole è il docente

Maestro Unico (nome e cognome di fantasia) è stato appena immesso in ruolo in una "scuola di confine", indirizzo professionale.

Maestro Unico mi è sembrato, il primo giorno in cui ci siamo incontrati, molto propositivo: prepariamo questo..., muoviamoci in questo modo.... .Dal secondo giorno ho avuto modo di notare che è uno che non "quaglia" (traduco per i non meridionali: tanto fumo e niente arrosto).

Maestro Unico è un uomo con cui puoi parlare di politica ma poco di didattica. Maestro Unico, nel corso di questi mesi si è rivelato quello che è.  

Maestro Unico e la tecnologia: due rette parallele, Maestro Unico e la materia che insegna: due rette parallele, Maestro Unico e l'insegnamento: due rette parallele. Maestro Unico legge il giornale in classe: nobile progetto il "quotidiano in classe", direte voi. No! Legge il suo giornale mentre i ragazzi fanno ciò che vogliono. Maestro Unico, sorpreso più e più volte in "flagranza di reato"è stato richiamato dalla Dirigenza. Ha risposto: "Chi? Io?!?!" Non ero io!".

 

Ringrazio Critolao per le parole di apprezzamento. Lei, con i suoi preziosi consigli e la "didattica onesta",  è stata il mio demiurgo. Per la mia crescita cerco di imparare dagli errori e di essere consapevole.