SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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mercoledì, 15 aprile 2009

proposte indecenti

Periodicamente ritornano quelle che potrebbero definirsi "Proposte indecenti".

Mi riferisco alle ipotesi, ventilate da parte dei politici appartenenti a tutti gli schieramenti, di elevare o diminuire la tassazione "una tantum" in base al reddito dichiarato, imponendo, ad esempio, un contributo a favore di una certa causa per i redditi "superiori ai 150 milioni" o esentando dal pagamento delle tasse i redditi inferiori ai 10 mila euro annui.

Tali proposte avrebbero un senso in un Paese in cui TUTTI dichiarassero onestamente il proprio reddito e laddove gli evasori fiscali fossero seriamente e sistematicamente individuati e puniti.

 Ma in un Paese come l'Italia in cui è, dati alla mano, altissima la percentuale di evasori, totali e parziali, ciò non è altro che l'ennesima beffa ai danni di coloro che, per la loro onestà, finiscono per essere doppiamente beffati (e, magari, anche sbeffeggiati).


martedì, 07 aprile 2009

l'arte di tacere

Si dovrebbe tacere. Fornire i dati, nudi e crudi. O lasciare parlare le immagini di questa ennesima tragedia della terra che trema. Il terremoto è così. Da sempre gli uomini hanno dovuto fronteggiarlo. C'è chi ha imparato a combatterlo e a limitarne i danni dandosi strutture e strumenti adeguati.

Di fronte a tale tragedia si sta in silenzio quando si è parlato a vanvera prima, la volta precedente, promettendosi che "Mai più!" sarebbe accaduto. "Mai più!".

Arriverà il momento di fare i conti con le responsabilità di chi avrebbe potuto fare qualcosa e non l'ha fatto.

Ma questo è il momento del silenzio. E della solidarietà. E non delle interviste, atte a fornire "informazione" , in cui agli sfollati e ai sopravvissuti rifugiatisi nelle proprie auto si chiede: "Che cosa fa qui in macchina?" oppure: "Che cosa prova in questo momento?"


postato da: critolao alle ore 19:33 | link | commenti (7)
categorie: poesia, riflessioni, televisione, attualitĂ , societĂ , tragedie
domenica, 22 marzo 2009

Fiducia

Alla base di ciascun tipo di relazione è necessario che vi sia la fiducia. Non è possibile costruire nulla di positivo, a mio avviso, in mancanza di questo elemento essenziale che caratterizza il rapporto tra le persone che, grazie alla fiducia, da individui si trasformano in coppia o in gruppo.

I genitori devono fidarsi dei propri figli così come i figli devono aver fiducia nei genitori; gli insegnanti devono aver fiducia nei loro studenti così come gli studenti devono fidarsi dei loro docenti. Il gruppo classe, come ciascun gruppo, può diventare tale solo se coloro che lo compongono hanno stima reciproca e si fidano l'uno dell'altro.

Una coppia potrà essere tale solo se i due componenti si fidano l'uno dell'altro; un ambiente di lavoro risulterà più produttivo e rilassante se vi sarà fiducia tra tutti i lavoratori che ne compongono l'organigramma.

L'invidia, la maldicenza, il sospetto, il timore di essere fraintesi, la mancata stima dell'altro caratterizzano invece le relazioni umane e molto spesso la fiducia resta solo una parola di cui molti abusano ma che pochi mettono in pratica. Ecco perché spesso le relazioni umane risultano complicate e molti di noi finiscono per sentirsi soli.


postato da: critolao alle ore 18:27 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, riflessioni, storie, societĂ 
venerdì, 13 marzo 2009

giovani speranze

E' ferma davanti al semaforo, sul marciapiede opposto, in attesa di attraversare.

 Si sbraccia per farsi scorgere. Sollevo lo sguardo e la riconosco immediatamente, anche se non la vedevo da quattro anni. E' un abbraccio caloroso il nostro, quello di chi, nonostante non si veda da tempo, sente di essere ancora in sintonia.

Mi racconta di sè, dei progetti che sta realizzando. Ha sempre sostenuto di voler insegnare lingue straniere, perché fin da bambina, sostiene, è affascinata dal mestiere dell'insegnante. Ugualmente, ama le lingue straniere, l'inglese, il francese, il tedesco che ha studiato alle superiori e che sta continuando a studiare all'università. Ha partecipato al progetto Erasmus, ha vissuto sei mesi a Londra e due mesi a Berlino.

La guardo e mi colpisce l'intensità, la passione, la gioia che emanano i suoi occhi mentre mi parla dei suoi progetti, delle sue speranze. E' sempre emotiva e passionale, proprio come qualche anno fa: entusiasta davanti ai successi, disperata di fronte alle sconfitte. Ma sempre pronta a ricominciare, a provare.

Mi emoziona e mi commuove incontrarla, così come avviene ogni volta che mi capita di incontrare i miei ex alunni, di scorgere nei loro occhi le speranze, le attese, l'entusiasmo con cui vivono il loro tempo. Le stesse emozioni di quando, più giovani, nonostante tutto, provavano a credere. Nonostante le fatiche, nonostante le difficoltà, nonostante la noia di una quotidianità sempre più banale e superficiale.

Credevano e credono, nonostante tutto. Perché è questo il senso dell'esistenza, per ciascuno di noi.


postato da: critolao alle ore 10:11 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, ricordi, scuola, storie, adolescenza, societĂ , adolescenti
domenica, 08 febbraio 2009

Essere genitori

La difficile arte di educare richiede impegno, pazienza e, soprattutto, coerenza.

Non so perché, ma sin da bambina l'arte di educare mi ha affascinato anche se non ne ero consapevole.

Ricordo che spesso, in occasione della "Festa della mamma" o della "Festa del papà" ho regalato ai miei genitori manuali sull'argomento.

Li acquistavo presso l'oratorio della parrocchia che frequentavo regolarmente.

Uno di questi manuali aveva la copertina rosa e si intitolava "Bambino senza complessi, adulto felice".

Un altro, quello che ho sempre apprezzato, che ho chiesto poi in prestito a mia madre e che ho tuttora a casa mia é  "I 40 segreti dell'educatore - Consigli pratici per genitori ed educatori" scritto da Ernst Ell (psicologo e consulente per i problemi educativi presso le scuole e gli istituti statali della città di Karlsruhe, come c'è scritto nella seconda pagina di copertina) e pubblicato dalle Edizioni Paoline nel giugno 1969.

Contiene saggi consigli di buon senso ed insiste soprattutto sul buon esempio che i genitori devono dare ai figli.

"Il frutto non cade lontano dall'albero", "Pretendere un massimo", "Concedere un minimo", "Il coraggio di essere duri", "Avere fiducia", "Incoraggiare significa esigere".

Questi ed altri sono i consigli che il testo contiene.

Inutile dire che è molto forte l'ispirazione cristiana che accompagna tali consigli. E' anche vero che molti di quegli stessi consigli sono un po' superati. Ma, al di là del periodo in cui sono stati formulati ed inserendoli nel loro contesto di appartenenza, ritengo tuttavia che molti di essi siano tuttora validi.

Valori come il rigore e la coerenza, il buon esempio e la saggezza sono sempre validi. Lo sono ancora di più in un sistema complesso come è quello in cui viviamo in cui i più giovani pretendono di essere ascoltati e di capire il senso di ciò che chiediamo loro.

Ecco perché educare è sempre più complicato e difficile.

 Non basta l'amore. Anche perché spesso, proprio in nome dell'amore genitoriale, si commettono gravissimi errori che potranno segnare per sempre il bambino, il ragazzo, il figlio che finiamo per danneggiare proprio in nome del nostro amore.