PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
Io detesto le interrogazioni. Mi riferisco all'interrogazione classica, quella in cui lo studente, chiamato alla cattedra o, al limite, lasciato al suo banco, risponde a una serie di domande dimostrando così di aver appreso. Questo non significa che io non interroghi: a volte gli studenti (e, lo sottolineo, i loro genitori) sono più tradizionalisti degli insegnanti e vogliono l'interrogazione. Quella, appunto, classica.
La verifica della acquisizione dei contenuti e delle competenze può essere tuttavia effettuata anche attraverso altre modalità: l'organizzazione dell'attività di studio, individuale o di gruppo, la partecipazione alla discussione su argomenti di studio con contributi pertinenti, l'analisi e l'esposizione di una determinata problematica.
In questo modo è possibile riuscire ad individuare la modalità attraverso cui lo studente può esprimere le proprie potenzialità dimostrando ciò che ha imparato.
E' questa una modalità di verifica dell'apprendimento che richiede tempo, a volte molto tempo.
Ma a scuola, a mio avviso, il tempo così speso non è mai perso.
Maestro Unico (nome e cognome di fantasia) è stato appena immesso in ruolo in una "scuola di confine", indirizzo professionale.
Maestro Unico mi è sembrato, il primo giorno in cui ci siamo incontrati, molto propositivo: prepariamo questo..., muoviamoci in questo modo.... .Dal secondo giorno ho avuto modo di notare che è uno che non "quaglia" (traduco per i non meridionali: tanto fumo e niente arrosto).
Maestro Unico è un uomo con cui puoi parlare di politica ma poco di didattica. Maestro Unico, nel corso di questi mesi si è rivelato quello che è.
Maestro Unico e la tecnologia: due rette parallele, Maestro Unico e la materia che insegna: due rette parallele, Maestro Unico e l'insegnamento: due rette parallele. Maestro Unico legge il giornale in classe: nobile progetto il "quotidiano in classe", direte voi. No! Legge il suo giornale mentre i ragazzi fanno ciò che vogliono. Maestro Unico, sorpreso più e più volte in "flagranza di reato"è stato richiamato dalla Dirigenza. Ha risposto: "Chi? Io?!?!" Non ero io!".
Ringrazio Critolao per le parole di apprezzamento. Lei, con i suoi preziosi consigli e la "didattica onesta", è stata il mio demiurgo. Per la mia crescita cerco di imparare dagli errori e di essere consapevole.
Mi accingo alla correzione delle verifiche di quinta. Il primo quadrimestre non è stato dei migliori ma mi hanno detto che hanno capito: bisogna studiare seriamente! Finalmente!
Riporto fedelmente il contenuto e la forma di quattro stralci di verifiche:
Pirandello nasse in un periodo di una duplice crisi quella storica perche si trattava del periodo post risorgimentale e culturale perche ciera un crollo delle certezze fino ad ora acquisite. […]
Gli influssi (della Sicilia nella produzione di Pirandello) sono chè lui è siciliano e difatti in alcune sue prime opere le scrive in dialetto siciliano. Quindi la Sicilia e la sua regione Natale. […]
Nella novella (la patente) il protagonista si fa dare una patente da iellatore e si costruisce degli abiti che portano timore nelle persone e tutti quando passa fanno gesti di scaramantici.
Gli elementi biografici della vita di Pirandello presenti nelle sue opere sono ad esempio la malattia della moglie che era cioè affetta da problemi mentali della psiche. […] L’umorismo è sentimento del contrario cioè ciò che si vuole apparire anche se non lo si è e questo fatto fa parte dell’umorismo: nell’umorismo le persone vogliono apparire il contrario di ciò che sono.
Pirandello si dice figlio del Caos, perché il Caos era una provincia dove si sono rifugiati Pirandello e la sua famiglia.
Gli elementi biografici nelle sue opere sono tre:
1. la sua sicilianità
2. il male di vivere
3. la sua pazzia
Mi sia consentito: i pazzi sono l’oro e io ci ho le prove!
Non amo molto Daniel Pennac. Dei suoi testi, l'unico che ho veramente apprezzato, da subito, è stato "Come un romanzo" e, in particolare, quelli che egli definisce "i diritti imprescrittibili del lettore".
Ai miei alunni lo ripeto sempre: se un libro non ci piace, è inutile proseguirne la lettura. Finiremo altrimenti per detestare questa nobilissima attività.
"Profe" mi ha detto l'altro giorno un alunno "io faccio così, come Lei ci ha detto. Ho suggerito di farlo anche a mio fratello che frequenta un'altra scuola e a cui avevano assegnato un certo libro da leggere. Lui ci ha provato ma proprio non riusciva a proseguirne la lettura. Si è giustificato con la sua insegnante di lettere fornendo la motivazione che io gli avevo suggerito e che ho appreso da Lei: "Non ho proseguito la lettura per evitare non solo di detestare quel testo ma per evitare di odiare, per sempre ed irrimediabilmente, la lettura." Però l'insegnante di mio fratello non ha voluto sentire ragioni e gli ha messo una nota."
Cari colleghi di lettere, il problema, a mio avviso, è proprio questo: spesso la scuola, anzichè insegnare ad amare ed apprezzare la lettura, finisce per renderla odiosa ai suoi studenti. Non sarebbe bene che, almeno su questo, finissimo per accordarci e riconoscere agli studenti i diritti del lettore individuati da Pennac?
I diritti imprescrittibili del lettore
1) Il diritto di non leggere.
2) Il diritto di saltare le pagine.
3) Il diritto di non finire un libro.
4) Il diritto di rileggere.
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
6) Il diritto al bovarismo (n.d.r.: "la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni: l'immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l'adrenalina che sprizza, l'identificazione che diventa totale e il cervello che prende (momentaneamente) le lucciole del quotidiano per le lanterne dell'universo romanzesco...").
7) Il diritto di leggere ovunque.
8) Il diritto di spizzicare.
9) Il diritto di leggere a voce alta.
10) Il diritto di tacere.
(Citazioni tratte da: "Daniel Pennac: "Come un romanzo", Edizioni Paravia su licenza di Giangiacomo Feltrinelli Editore, Torino, 1996, pagg. 128, 131, 147)