SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

CHI SONO

Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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domenica, 08 febbraio 2009

"Norme fondamentali

di vita cristiana".

Trascrivo fedelmente "I dieci comandamenti di Dio, o Decalogo" riportati sul fascicolo "Dottrina Cristiana per la Quinta Classe", Centro Catechistico, Edizioni Paoline, Roma, Imprimatur Tusculi, die 20 - X - 1969, Sac. Leonellus Razza, Vic. Gen., pag. 4.

"Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora il padre e la madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri.

7. Non rubare.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d'altri.

10. Non desiderare la roba d'altri."

Non sono nessuno e non voglio e non ho il diritto di giudicare nessuno. Anche perché da anni non ho il dono della fede (Cristiana, Cattolica, o altre.)

Ma a me è stato insegnato che, PER UN CREDENTE,  i dieci comandamenti hanno TUTTI lo stesso valore e TUTTI devono essere, ALLO STESSO MODO, rispettati. 


venerdì, 23 gennaio 2009

tolleranza religiosa

Ma quanto è storicamente ed ideologicamente indietro questo Paese?

Me lo chiedo mentre, preparando una lezione sull'Illuminismo, rileggo alcuni brani della "Patente di tolleranza" emanata a Vienna il 13  ottobre 1781 da Giuseppe II d'Asburgo, imperatore del Sacro romano Impero.

" I. Sarà permesso ai non-cattolici l'esercizio della loro religione. Essi potranno costruire una propria casa di preghiera, come pure una scuola.

II. Essi avranno il diritto di nominare i propri maestri di scuola, ma la Nostra autorità scolastica controllerà tali maestri, come il metodo educativo e il programma d'insegnamento.

V. Ai non-cattolici sarà permesso l'acquisto di case e proprietà immobili; avranno accesso ai diritti di cittadino, ai gradi accademici e al servizio civile; ma non devono essere costretti ad una formula di giuramento che non sia in accordo con i loro princìpi religiosi, o alla partecipazione a processioni o altre funzioni della religione ufficiale, se essi stessi non lo desiderano.

VI. In tutte le elezioni o deliberazioni, concernenti impieghi o avanzamenti, devono essere presi in considerazione solamente l'ammissibilità legale e la capacità del candidato, e poi la sua condotta di vita cristiana e morale, indipendentemente da alcuna differenza di religione, come avviene quotidianamente nel Nostro esercito senza alcun disordine e con grande profitto.

Tutto ciò viene qui reso noto a ognuno con l'esortazione a una obbediente osservanza."

(Citazione tratta dal manuale scolastico di storia: Vittoria Calvani: "Le radici del futuro nell'età dell'economia  - mondo, volume 2", Arnoldo Mondadori Scuola, Nuova Edizione, Milano, 2005, pag. 154)

 

 


venerdì, 28 novembre 2008

laicitĂ  dello Stato

Ci sono aspetti su cui si continuerà a discutere all'infinito, almeno nel nostro Paese. Uno di questi riguarda la laicità dello Stato. Non si intende in questa sede affrontare questioni bioetiche su cui, inevitabilmente, periodicamente si torna a discutere.

Ciò cui ci si riferisce è la libertà di culto.

Vi sono alcuni diritti inalienabili che dall'Illuminismo in poi dovrebbero appartenere a ciascun individuo.

La libertà è un diritto. Libertà di parola, libertà di pensiero, libertà di culto.
E' scritto nell'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
La Costituzione della Repubblica Italiana recita anche, rispettivamente negli articoli 7 e 8:
"Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. [...]"
"Tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze."
La Costituzione Italiana è entrata in vigore nel 1948. Eppure, chi è nato agli inizi degli anni '60, ricorderà che nella scuola pubblica, prima dell'inizio delle lezioni, ci si faceva il segno della croce e si recitavano le preghiere. Era inoltre prevista la partecipazione alla Messa almeno in occasione della Pasqua e, in qualche caso, del Natale.
A poco a poco, lo Stato ha cominciato a diventare un po' più laico.
Ma spesso, ancora oggi, ritornano le discussioni relative alla opportunità di tenere esposti nei pubblici uffici (e nelle scuole) i crocifissi o di organizzare, da parte delle scuole statali, la partecipazione a cerimonie di culto durante le ore di lezione.
Se uno stato è laico, lo è sempre. Pertanto, come accade, ad esempio, in Francia, non si dovrebbe ammettere negli istituti pubblici nessun simbolo religioso e non si dovrebbe organizzare alcuna cerimonia religiosa, proprio per evitare discriminazioni tra credenti e non credenti o tra fedeli di religioni diverse.