SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

CHI SONO

Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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venerdì, 11 dicembre 2009

Sogno...

Sogno una scuola in cui, entrando, ci si sorrida e ci si senta fieri di esserci.

Sogno una scuola in cui non si debbano, ogni volta, ricordare le regole di buona educazione.

Sogno una scuola in cui gli studenti abbiano voglia di apprendere e i docenti abbiano voglia di insegnare.

Sogno una scuola in cui ci si senta parte del tutto e in cui non si tema di comunicare, non si tema di essere equivocati esprimendo il proprio parere, in cui tutti si possa crescere rispettandosi reciprocamente.

Sogno una scuola libera da pregiudizi, secondo cui tutti i docenti sono dei fannulloni; gli studenti dei fannulloni maleducati e arroganti sostenuti da famiglie assenti o fin troppo presenti che pretendono di entrare nel merito della professionalità docente; i dirigenti amministratori tesi a garantire solo l'aumento del numero degli iscritti e pertanto pronti a schierarsi sempre e solo dalla parte degli utenti ovvero gli studenti e le loro famiglie.

La scuola che sogno è quella in cui sono, quella in cui credo, quella per cui io e molti altri, studenti, genitori, docenti e dirigenti cercano di dare il massimo nonostante le difficoltà e i pregiudizi; quella che si nutre dell'impegno comune e del rispetto reciproco; che non è perfetta ma che è animata dalla volontà di migliorarsi.


postato da: critolao alle ore 19:14 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, riflessioni, scuola, societĂ  e scuola
venerdì, 27 novembre 2009

l'interrogazione

Io detesto le interrogazioni. Mi riferisco all'interrogazione classica, quella in cui lo studente, chiamato alla cattedra o, al limite, lasciato al suo banco, risponde a una serie di domande dimostrando così di aver appreso. Questo non significa che io non interroghi: a volte gli studenti (e, lo sottolineo,  i loro genitori) sono più tradizionalisti degli insegnanti e vogliono l'interrogazione. Quella, appunto, classica.

La verifica della acquisizione dei contenuti e delle competenze può essere tuttavia effettuata anche attraverso altre modalità: l'organizzazione dell'attività di studio, individuale o di gruppo, la partecipazione alla discussione su argomenti di studio con contributi pertinenti, l'analisi e l'esposizione di una determinata problematica.

In questo modo è possibile  riuscire ad individuare la modalità attraverso cui lo studente può esprimere le proprie potenzialità dimostrando ciò che ha imparato.

E' questa una modalità di verifica dell'apprendimento che richiede tempo, a volte molto tempo.

Ma a scuola, a mio avviso, il tempo così speso non è mai perso.


postato da: critolao alle ore 19:24 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, riflessioni, scuola, didattica, scuola e didattica
venerdì, 08 maggio 2009

Schiavi e signori

"IDEOLOGIE DEL NOVECENTO"

 

"La cultura filosofica del primo Novecento trovò in Friedrich Nietzsche (1844 -1900) il distruttore di tutti i valori borghesi tradizionali, definiti vere e proprie schiavitù psicologiche dell’individuo, e l’esaltatore di quella volontà di potenza che esprime le energie più vitali e profonde dell’individuo, proiettandolo in una dimensione oltreumana, al di là degli schemi conformistici e dei condizionamenti della cultura occidentale." (Tratto da: Antonio Brancati: “Storia di popoli e di civiltà”, volume 3, La Nuova Italia, Firenze, 1995, pg. 14)

 

"LA CONFUSIONE MODERNA"

 

"Io non vedo che cosa si voglia fare con l’operaio europeo. Egli sta troppo bene per non pretendere ora un poco alla volta di più, per non pretendere con sempre maggiore esasperazione: alla fine ha il numero dalla sua. E’ completamente finita la speranza che si costituisca qui una specie d’uomo modesta e facilmente contentabile di sé, una schiavitù nel senso più blando del termine, in breve una classe, qualcosa che abbia immutabilità. Si è reso l’operaio militarmente abile: gli si è dato il diritto di voto, il diritto di associazione: si è fatto di tutto per corrompere quegli istinti sui quali si poteva fondare una cineseria operaia: così che l’operaio già oggi sente e fa sentire la sua esistenza come uno stato di bisogno (in termini morali come un’ingiustizia…)… Ma cosa vogliamo? Domandiamo ancora una volta. Se si vuole uno scopo, è necessario volere i mezzi: se vogliamo schiavi, e occorrono! – non bisogna educarli da signori." (Tratto da: Friedrich W. Nietzsche: “La volontà di potenza”, in “L’Anticristo”, “Crepuscolo degli idoli”, “Ecce homo”, “La volontà di potenza”, Grandi Tascabili Economici, Newton, Roma, 1989, pg. 348)

 

 

 

 

 

 


postato da: peripato alle ore 12:07 | link | commenti
categorie: citazioni, pensieri, storia, filosofia
mercoledì, 15 aprile 2009

proposte indecenti

Periodicamente ritornano quelle che potrebbero definirsi "Proposte indecenti".

Mi riferisco alle ipotesi, ventilate da parte dei politici appartenenti a tutti gli schieramenti, di elevare o diminuire la tassazione "una tantum" in base al reddito dichiarato, imponendo, ad esempio, un contributo a favore di una certa causa per i redditi "superiori ai 150 milioni" o esentando dal pagamento delle tasse i redditi inferiori ai 10 mila euro annui.

Tali proposte avrebbero un senso in un Paese in cui TUTTI dichiarassero onestamente il proprio reddito e laddove gli evasori fiscali fossero seriamente e sistematicamente individuati e puniti.

 Ma in un Paese come l'Italia in cui è, dati alla mano, altissima la percentuale di evasori, totali e parziali, ciò non è altro che l'ennesima beffa ai danni di coloro che, per la loro onestà, finiscono per essere doppiamente beffati (e, magari, anche sbeffeggiati).


giovedì, 02 aprile 2009

Il SOgnalibro

Segnalibri visti in libreria ("Il SOgnalibro - collezione "Il colore dei pensieri" - postcart Italy):

"Gli uomini non hanno visto granché del mondo andando lenti, figuriamoci se vedranno di più andando veloci." John Ruskin

"E' bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla." Cesare Pavese

"Se non conosci bene te stesso, come fai a conoscere l'altro? E quando conosci te stesso tu sei l'altro." Nisargadatta Maharaj

"A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell'aurora." Emily Dickinson


postato da: peripato alle ore 19:18 | link | commenti
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni