PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
Un barbiere ebreo, sosia di Hitler, si sostituisce al dittatore e pronuncia un discorso ai soldati nazisti che avevano appena occupato il territorio austriaco. I soldati si aspettavano un discorso sulla potenza germanica e invece… Nel discorso è citata anche Hannah, fidanzata del barbiere ebreo ed ebrea anch'essa, perseguitata dai nazisti con la sua famiglia.
“Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro.
In questo mondo c'è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi.
La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l'avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti; la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono, io dico: non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e, qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie: siete uomini!
Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto: "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo". Non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi! Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera; di fare di questa vita una splendida avventura.
Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore! Che dia a tutti gli uomini lavoro; ai giovani un futuro; ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse, e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere; eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole. Un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia, siate tutti uniti!
Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall'oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L'animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.”
In poco meno di un mese di lezioni, ho già analizzato, commentato e discusso con gli studenti tre striscioni "d'amore" affissi sul cancello della scuola.
Io, appartenente a quella generazione pudica di adolescenti che teneva a proteggere se non a nascondere i sentimenti veri, trovo questi messaggi d'amore plateali e discutibili, frutto di quell'ansia di apparire e recitare a tutti i costi che finisce col corrompere anche i sentimenti più puri.
Per i miei studenti, invece, non è così. La maggior parte di loro è convinta che lo striscione serva a commuovere anche il cuore più arido. Sono stati educati da Federico Moccia e da "3MSC" (Per gli antichi come me, si legge "Tre metri sopra il cielo").
Assetati di emozioni e di affetto, adorano confessarsi come mai io avrei fatto con un/a mio/a insegnante.
Sono fragili, piccoli ed indifesi. E, soprattutto, incapaci di difendersi. Incapaci di fronteggiare la difficoltà, si tratti d'amore o di insuccesso scolastico.
Quotidianamente mi chiedo se noi adulti ci rendiamo conto della loro sofferenza. E se siamo ancora capaci di ascoltarli.
Io cerco di farlo. Ma temo sempre che non sia abbastanza.
Le radio libere
Le radio libere delle origini, quelle libere veramente, erano quelle da cui, come scrive Luciano Ligabue in "Fuori e dentro il borgo" : "Potevamo fare sentire la nostra voce. Potevamo ficcargliela lì, nelle loro case, nelle loro autoradio, nei loro negozi, nelle loro officine, nelle loro sedi di partito, nei loro bar" (Radio fu, pagg. 80 -81, Baldini&Castoldi, Milano, 1997).
Post di Critolao del 4 settembre 2007
"Non siete credibili" è la frase che ripetevano spesso i miei polemici e attenti alunni di una classe quinta di qualche anno fa. Lo dicevano ogni volta che coglievano delle contraddizioni tra quanto predicavamo loro di fare e il nostro modo di comportarci. Forse tutti noi dovremmo ricordarci sempre che gli altri ci guardano. E ci giudicano. E si comportano di conseguenza.
Ciò è tanto più vero nella relazione tra gli adulti e i più giovani.
La premessa a questo post è legata alle ultime novità riguardanti le scelte formative, diffuse ieri da alcuni organi di informazione, del Ministro Gelmini.
"Professori del Sud, al Sud!
Sono indignato.
Sono anche io un professore. Non ho rubato il posto a nessuno. Me lo sono guadagnato. Non sono preparato? Ho studiato al nord. Come la mettiamo? Sono in conflitto di interesse? Non direi. Conosco validi insegnanti del nord e del sud così come ci sono i fannulloni "terroni" e "polentoni". E' il sistema che lo ha permesso. Gli insegnanti del nord sono in pochi: è risaputo che la maggior parte degli studenti preferisce non continuare gli studi e investire nel mondo del lavoro. Cosa non va al Sig. Ministro se per la legge dell'equilibrio del mercato offro il mio servizio dove c'è un'offerta, creando un equilibrio? Cosa dire allora di quelle scuole in cui, fino a metà dicembre, ci sono ancora cattedre vacanti e gli studenti sono privati del loro diritto costituzionale all'istruzione? E se tutti i prof. del sud non ci presentassimo alle convocazioni cosa succederebbe? Sarebbe una grande vittoria: il sistema crollerebbe. Saremmo tutti noi docenti (del nord e del sud) meglio retribuiti e considerati. Ma abbiamo paura, il sud privato e derubato di quel poco che aveva, non può sfamarci tutti. Così, per il nostro pane quotidiano, saremo costretti a sorbirci anche per quest'anno le nuove riforme, il bullismo e tutto ciò che un docente deve affrontare.
I miei studenti (leghisti) mi apprezzano e mi stimano per quello che offro e per quello che sono, non per la mia provenienza geografica. Ogni giorno mi aspettano per apprendere qualcosa che non sia solo legato ai programmi ministeriali. Hanno voglia di sapere e questo loro desiderio è quello che mi spinge a lasciare i miei affetti, investire economicamente al nord (con il federalismo non so come la mettiamo...) e vivere il mio anno di duro lavoro.
Un'ultima cosa: Sig. Ministro e Sig.ra Ministra, sapete dove è nata la nostra letteratura italiana? Federico II e la Magna Curia vi ricordano qualcosa?"
Post di Prometeo2007 del 22 luglio 2008
BUON COMPLEANNO, SALA DOCENTI!
Esattamente un anno fa, intorno a quest'ora, nasceva "Sala docenti".
I suoi genitori erano Prometeo2007 e Critolao, cui si sono presto aggiunti Pandora20, Peripato, Eco2007 ed Euridice14. C'è chi ha postato di più, chi di meno.
Ma tutti noi ci siamo stretti intorno a questo blog per parlare di scuola e di vita, perchè la scuola è la nostra vita.
Per festeggiare questo primo compleanno, abbiamo scelto di riproporre nei prossimi giorni, insieme ai nuovi post, alcuni dei vecchi interventi pubblicati nel corso di questo anno. I post sono stati scelti anche con il contributo di Mariaserena (blog: "Notecellulari"), che ci segue praticamente da sempre.
Nel contempo, si è scelto di cercare di allargare la redazione, proponendo ad altri colleghi e studenti nonchè a genitori ed ex-studenti di far parte di questo gruppo.
Non sappiamo come andrà: siamo abituati a seminare, ma non sempre raccogliamo (cito una frase di Don Mazzi, pronunciata nel corso di un'intervista trasmessa qualche giorno fa da Radio 24).
Siamo comunque felici di essere qui, nonostante tutto. E di condividere le nostre esperienze con quanti ci leggono e continueranno a leggerci.
Grazie di cuore, a tutti voi.
La redazione.