PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
"La mamma aveva ragione.
Ma ciò che a Laila bruciava, era che la mamma non si era guadagnata il diritto di avere ragione. Sarebbe stata una cosa diversa se fosse stato Babi (ndr.: il padre) a sollevare il problema. Tutti quegli anni lontana, rinchiusa nella sua stanza, senza curarsi mai di dove sua figlia andasse, chi incontrasse e cosa pensasse... Era ingiusto. Sentiva di non valere molto di più di tutte quelle pentole e padelle, di essere qualcosa che poteva essere ignorato e su cui poi, capricciosamente, vantare di bel nuovo dei diritti, a seconda dell'umore."
(Citazione tratta da: Khaled Hosseini: "Mille splendidi soli", PIEMME, 2007, pg. 173)
E' stata la mia lezione di oggi, nelle classi a me assegnate. Nessun altro argomento è stato trattato senza prima parlare di questo.
Oggi è il 27 gennaio. Oggi è la Giornata della Memoria.
Era infatti il 27 gennaio 1945 quando il campo di Auschwitz fu liberato.
Tutti noi abbiamo questo impegno. Tutti noi abbiamo questo dovere. Ce lo hanno chiesto, ce lo chiedono, quotidianamente, le vittime innocenti di allora, le vittime innocenti di oggi, le vittime innocenti di sempre.
L'IMPEGNO DELLA MEMORIA
IL DOVERE DELLA MEMORIA
Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) 1966
Francesco Guccini
Son morto ch'ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e ora sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
e il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento.
Nel vento tante persone
ma un solo grande silenzio
che strano, non ho imparato
a sorridere qui nel vento.
No, io non credo
che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e che il vento mai si poserà
che il vento mai si poserà.
Ancora tuona il cannone
ancora non é contenta
di sangue la belva umana
e ancora ci porta il vento
e ancora ci porta il vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non e` contento
saremo sempre a milioni
in polvere qui nel vento.
Primo Levi
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Non amo molto Daniel Pennac. Dei suoi testi, l'unico che ho veramente apprezzato, da subito, è stato "Come un romanzo" e, in particolare, quelli che egli definisce "i diritti imprescrittibili del lettore".
Ai miei alunni lo ripeto sempre: se un libro non ci piace, è inutile proseguirne la lettura. Finiremo altrimenti per detestare questa nobilissima attività.
"Profe" mi ha detto l'altro giorno un alunno "io faccio così, come Lei ci ha detto. Ho suggerito di farlo anche a mio fratello che frequenta un'altra scuola e a cui avevano assegnato un certo libro da leggere. Lui ci ha provato ma proprio non riusciva a proseguirne la lettura. Si è giustificato con la sua insegnante di lettere fornendo la motivazione che io gli avevo suggerito e che ho appreso da Lei: "Non ho proseguito la lettura per evitare non solo di detestare quel testo ma per evitare di odiare, per sempre ed irrimediabilmente, la lettura." Però l'insegnante di mio fratello non ha voluto sentire ragioni e gli ha messo una nota."
Cari colleghi di lettere, il problema, a mio avviso, è proprio questo: spesso la scuola, anzichè insegnare ad amare ed apprezzare la lettura, finisce per renderla odiosa ai suoi studenti. Non sarebbe bene che, almeno su questo, finissimo per accordarci e riconoscere agli studenti i diritti del lettore individuati da Pennac?
I diritti imprescrittibili del lettore
1) Il diritto di non leggere.
2) Il diritto di saltare le pagine.
3) Il diritto di non finire un libro.
4) Il diritto di rileggere.
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
6) Il diritto al bovarismo (n.d.r.: "la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni: l'immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l'adrenalina che sprizza, l'identificazione che diventa totale e il cervello che prende (momentaneamente) le lucciole del quotidiano per le lanterne dell'universo romanzesco...").
7) Il diritto di leggere ovunque.
8) Il diritto di spizzicare.
9) Il diritto di leggere a voce alta.
10) Il diritto di tacere.
(Citazioni tratte da: "Daniel Pennac: "Come un romanzo", Edizioni Paravia su licenza di Giangiacomo Feltrinelli Editore, Torino, 1996, pagg. 128, 131, 147)
[...] Le donne hanno più confidenza col dolore. E' un compagno di vita, è un nemico tanto familiare da esser quasi amico. Ci si vive, è normale. Strillare disperde le energie, lamentarsi non serve. Trasformarlo, invece: ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza. E' una lezione antica, una sapienza muta e segreta: ciascuna lo sa. [...]
La giovane donna che si lascia insultare e picchiare dal suo uomo perchè pensa che quella sua violenza sia una debolezza: pensa di capirne le ragioni, di poterle governare, alla fine. Le migliaia, milioni di donne che vivono ogni giorno sul crinale di un baratro e che, anzichè sottrarsi quando possono, ci passeggiano in equilibrio: un numero da circo straordinario, questo cercare di addomesticare la violenza - la violenza degli uomini - qualche volta andando a cercarla, persino. Perchè è un antidoto, perchè è un prezzo, perchè il tempo che viviamo chiede uno sforzo d'ingegno per conciliare la propria autonomia con l'altrui brutale insofferenza. [...]"
Concita De Gregorio: "Malamore - Esercizi di resistenza al dolore - Le donne, i loro uomini e la violenza", Mondadori, Milano, 2008, seconda pagina di copertina.
25 novembre
GIORNATA INTERNAZIONALE
contro
LA VIOLENZA ALLE DONNE