SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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lunedì, 02 febbraio 2009

Piccoli...ma non troppo!

Con i miei piccoli alunni, già da qualche settimana ho parlato del giorno della memoria; con loro non c'è mai bisogno di insistere, di dire 'Ora attenti, perchè sto per dirvi qualcosa d'importante', con loro gli argomenti nascono da soli ('son come i fiori', direbbe Vasco); io accenno a una lettura interessante, a un località che trovo deliziosa, ad un film visto la sera prima o che non voglio perdermi la sera stessa e loro, subito, intervengono, esprimono un parere, chiedono chiarimenti. Sui campi di sterminio non sapevano molto e io mi sono chiesta quanto e cosa fosse opportuno che io dicessi; la mia dimestichezza con gli undicenni è scarsa e ho sempre paura che siano troppo piccoli per conoscere gli aspetti più duri dell'esistenza umana.

Dopo alcuni cenni ai fatti storici, ho citato loro i titoli dei libri più significativi sull'argomento e ho illustrato la trama di ognuno. I più, sono rimasti fortemente colpiti da "Se questo è un uomo" ma io ho cercato di indirizzarli altrove, soprattutto per le difficolta di carattere lessicale e sintattico del romanzo di Levi, in rapporto alla loro età. Uno dei miei pargoli, però, non ha mollato e ha già iniziato a leggerlo, ne è entusiata e dice che le note a pie' di pagina sono sufficienti a rendere il testo intelleggibile! Altri stanno affrontando "L'amico ritrovato" di Uhlman, il "Diario di Anna Frank", e "Ultima fermata: Auschwitz..." di Frediano.

Nessuna di queste letture è stata assegnata da me per compito, hanno chiesto e scelto in tutta libertà!

Oggi, a scuola, c'erano pochissimi studenti, a causa della nevicata che imperversa in città da stanotte. Quando sono arrivata, alle 9.30 (qualche problemino a scendere a valle l'ho avuto anch'io) stavano guardando un film, "La mummia" ma il mio collega, un po' stupito,  mi ha riferito che, dalla videoteca,  avevano scelto "Il pianista", "La vita è bella" e "Shinder list"! A lui sembravano un po' 'forti' e, giustamente, ha preferito optare per qualcosa di più leggero.

Io no, io non mi sono stupita, ho solo avuto la piacevole conferma che quanto è stato detto e dibattuto in classe nei giorni scorsi ha lasciato una traccia, una conferma più importante della schedatura o del riassunto di un brano!

Naturalmente ho promesso ai miei pupilli che vedremo insieme "La vita è bella"...credo che lo meritino!!!


postato da: pandora20 alle ore 17:58 | link | commenti (6)
categorie: la scuola e la memoria
domenica, 01 febbraio 2009

I doveri dei genitori

"I doveri dei genitori sono di vario genere e comprendono tutti gli aspetti della vita del ragazzo e dell'uomo futuro. Dal latte materno al vitto, al vestire, all'esempio, ecc.. E fra l'altro, naturalmente, dare modo ai figli di guadagnarsi la vita. E siccome non si sa come andranno le cose e a cosa si vada incontro così occorre che queste possibilità siano più ampie e vaste possibili.

Quando a un ragazzo di 100 anni fa si insegnava a fare per esempio il fabbro, poi lavorava. Un babbo poteva morire sicuro di avergli lasciato qualcosa. Oggi con un mestiere in mano e basta non si vive più.

Bisogna anche saper vivere in tante altre circostanze: c'è da riempire fogli, consultare orari, telefonare e consultare l'elenco telefonico, far domande scritte e chiedere un anticipo o sollecitare un pagamento, c'è da prendere treni ecc. ecc.

Quando avete buttato nel mondo d'oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali.

Non si vola oggi con la terza e nemmeno con la quinta elementare.

Non ne hanno voglia? Fateli studiare per forza. Voi non li mandereste al lavoro senza il fagottino del mangiare e volete mandarli nella vita senza il fagottino del sapere?

C'è dei figlioli carogne che non vogliono mangiare e voi li forzate. Altrettanto fate per lo studio."

(Traccia di un discorso tenuto da don Lorenzo Milani ai genitori della parrocchia di San Donato a Calenzano il 22 agosto 1954 riportata in " Don Lorenzo Milani: "La parola fa eguali - il segreto della Scuola di Barbiana", a cura di Michele Gesualdi, fondazione Don Lorenzo Milani, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 2005, pg.13)


martedì, 27 gennaio 2009

27 gennaio

E' stata la mia lezione di oggi, nelle classi a me assegnate. Nessun altro argomento è stato trattato senza prima parlare di questo.

Oggi è il 27 gennaio. Oggi è la Giornata della Memoria.

Era infatti il 27 gennaio 1945 quando il campo di Auschwitz fu liberato.

Tutti noi abbiamo questo impegno. Tutti noi abbiamo questo dovere. Ce lo hanno chiesto, ce lo chiedono, quotidianamente, le vittime innocenti di allora, le vittime innocenti di oggi, le vittime innocenti di sempre.

L'IMPEGNO DELLA MEMORIA

IL DOVERE DELLA MEMORIA

Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) 1966

Francesco Guccini

Son morto ch'ero bambino

son morto con altri cento

passato per un camino

e ora sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve

e il fumo saliva lento

nei campi tante persone

che ora sono nel vento.

Nel vento tante persone

ma un solo grande silenzio

che strano, non ho imparato

a sorridere qui nel vento.

No, io non credo

che l’uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare

e che il vento mai si poserà

che il vento mai si poserà.

Ancora tuona il cannone

ancora non é contenta        

di sangue la belva umana

e ancora ci porta il vento

e ancora ci porta il vento.

Ancora tuona il cannone

ancora non e` contento       

saremo sempre a milioni

in polvere qui nel vento.

 

  

 

 Se questo è un uomo (1945 – 1947)

Primo Levi

 

SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no.

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.


venerdì, 23 gennaio 2009

tolleranza religiosa

Ma quanto è storicamente ed ideologicamente indietro questo Paese?

Me lo chiedo mentre, preparando una lezione sull'Illuminismo, rileggo alcuni brani della "Patente di tolleranza" emanata a Vienna il 13  ottobre 1781 da Giuseppe II d'Asburgo, imperatore del Sacro romano Impero.

" I. Sarà permesso ai non-cattolici l'esercizio della loro religione. Essi potranno costruire una propria casa di preghiera, come pure una scuola.

II. Essi avranno il diritto di nominare i propri maestri di scuola, ma la Nostra autorità scolastica controllerà tali maestri, come il metodo educativo e il programma d'insegnamento.

V. Ai non-cattolici sarà permesso l'acquisto di case e proprietà immobili; avranno accesso ai diritti di cittadino, ai gradi accademici e al servizio civile; ma non devono essere costretti ad una formula di giuramento che non sia in accordo con i loro princìpi religiosi, o alla partecipazione a processioni o altre funzioni della religione ufficiale, se essi stessi non lo desiderano.

VI. In tutte le elezioni o deliberazioni, concernenti impieghi o avanzamenti, devono essere presi in considerazione solamente l'ammissibilità legale e la capacità del candidato, e poi la sua condotta di vita cristiana e morale, indipendentemente da alcuna differenza di religione, come avviene quotidianamente nel Nostro esercito senza alcun disordine e con grande profitto.

Tutto ciò viene qui reso noto a ognuno con l'esortazione a una obbediente osservanza."

(Citazione tratta dal manuale scolastico di storia: Vittoria Calvani: "Le radici del futuro nell'età dell'economia  - mondo, volume 2", Arnoldo Mondadori Scuola, Nuova Edizione, Milano, 2005, pag. 154)

 

 


domenica, 11 gennaio 2009

Ricorrenze

E' entrato di diritto, ancora prima della sua scomparsa, avvenuta proprio dieci anni fa, in molte delle nostre antologie per il biennio. Nel concerto di fine anno della scuola in cui insegnavo nel 1999 lo ricordammo cantando "La guerra di Piero" e "La canzone di Marinella".

"La guerra di Piero" è uno dei suoi testi che più spesso ho analizzato insieme agli studenti delle classi che, nel corso degli anni, mi sono stati affidate.

Oggi voglio però ricordare Fabrizio De Andrè con il testo della canzone con cui spesso inizio la trattazione del modulo sulla poesia.

E' la canzone che è stata scelta personalmente da Dori Ghezzi come simbolo della poesia di Faber e che questa sera alle ore 22.50 verrà trasmessa da Rai 3 nel corso della trasmissione "Che tempo che fa" in contemporanea con oltre 100 emittenti radiofoniche in tutta Italia.

L'iniziativa è stata lanciata da Fabio Fazio e rientra nell'ambito delle celebrazioni previste per ricordare la figura del cantautore genovese in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa.

La canzone è "Amore che vieni, amore che vai".
De Andrè la incise nel 1966 sotto etichetta Karim; nel brano prevale il messaggio della precarietà dell'amore e la sua incertezza, sottolineato con semplici strofe.

Fabrizio de André
Amore che vieni, amore che vai

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t' ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t' ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai