SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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giovedì, 11 giugno 2009

Momenti sì e momenti no

Quella in cui insegno quest'anno è definita scuola 'a rischio', ciò significa che l'utenza è spesso problematica, che alcuni ragazzi hanno comportamenti scorretti nei confronti delle cose, dei compagni e degli insegnanti.

Difficile compito quello dell'insegnante delle medie, l'ho capito adesso perchè ho visto con i miei occhi quello che i colleghi spendono in energie per escogitare strategie sempre nuove al fine di ottenere qualche piccolo risultato, per arrivare al termine della mattinata senza che la madre di tizio o di caio venga chiamata perchè il figlio ha 'sbroccato' mandando...al diavolo l'insegnante, prendendo a pugni le porte o, peggio ancora, un altro studente.

 Ieri mattina, a causa di uno 'scazzottamento' tra due alunni (senza grosso danno per nessuno dei contendenti), sono state chiamate le mamme e il triste spettacolo che sono riuscite a dare, prima attaccandosi reciprocamente con insulti 'fuori dai denti', poi accusando l'insegnate presente all'alterco di non aver vigilato sugli 'angioletti', è stato a dir poco inquietante...alla fine sono stati chiamati anche i carabinieri.

Poi è finito il mio orario e sono uscita; in tanti anni di scuola non mi era mai capitato di assistere a nulla di simile, ed ero turbata; strada facendo verso casa, ho pensato a quei ragazzi e a quanto sia difficile per loro crescere in un ambiente dove, evidentemente le discussioni si affrontano in quei termini e poi, a scuola, voltare pagina, ascoltare l'insegnante (che a casa verrà certo disprezzato o deriso) e soprattutto credere a lui, anzichè a quanto  è stato trasmesso loro, in famiglia.

Stamattina però, nella classe III F, nella stessa scuola 'a rischio' del giorno prima, alle ore otto i miei studenti erano lì, ad aspettarmi; sulla cattedra c'era una bigliettino e, a fianco, un pacchettino di pasticceria...nel biglietto mi rinnovavano gli auguri per il compleanno (che era ieri) e nel pacchetto c'era un cabaret con tre paste alla panna e tre allo zabaione...le mie preferite...le ho mangiate all'intervallo, insieme a loro che addentavano  panini e  focaccia.

All'ultima ora, in sala professori c'era un magnifico mazzo di fiori e una confezione regalo in un bel sacchetto;ho guardato interrogativa la collega e lei mi ha detto che era un omaggio della sua I, per salutarla, giacchè quest'anno va in pensione.

Sono uscita con uno stato d'animo più leggero, certo i problemi restano, però  gesti come questi restituiscono un po' di fiducia e ce n'era proprio bisogno, dopo la brutta pagina di ieri.


postato da: pandora20 alle ore 18:51 | link | commenti (16)
categorie: adolescenti, etica ed educazione
mercoledì, 18 febbraio 2009

Se ad essere inconsapevole è il docente

Maestro Unico (nome e cognome di fantasia) è stato appena immesso in ruolo in una "scuola di confine", indirizzo professionale.

Maestro Unico mi è sembrato, il primo giorno in cui ci siamo incontrati, molto propositivo: prepariamo questo..., muoviamoci in questo modo.... .Dal secondo giorno ho avuto modo di notare che è uno che non "quaglia" (traduco per i non meridionali: tanto fumo e niente arrosto).

Maestro Unico è un uomo con cui puoi parlare di politica ma poco di didattica. Maestro Unico, nel corso di questi mesi si è rivelato quello che è.  

Maestro Unico e la tecnologia: due rette parallele, Maestro Unico e la materia che insegna: due rette parallele, Maestro Unico e l'insegnamento: due rette parallele. Maestro Unico legge il giornale in classe: nobile progetto il "quotidiano in classe", direte voi. No! Legge il suo giornale mentre i ragazzi fanno ciò che vogliono. Maestro Unico, sorpreso più e più volte in "flagranza di reato"è stato richiamato dalla Dirigenza. Ha risposto: "Chi? Io?!?!" Non ero io!".

 

Ringrazio Critolao per le parole di apprezzamento. Lei, con i suoi preziosi consigli e la "didattica onesta",  è stata il mio demiurgo. Per la mia crescita cerco di imparare dagli errori e di essere consapevole.  


domenica, 08 febbraio 2009

"Norme fondamentali

di vita cristiana".

Trascrivo fedelmente "I dieci comandamenti di Dio, o Decalogo" riportati sul fascicolo "Dottrina Cristiana per la Quinta Classe", Centro Catechistico, Edizioni Paoline, Roma, Imprimatur Tusculi, die 20 - X - 1969, Sac. Leonellus Razza, Vic. Gen., pag. 4.

"Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora il padre e la madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri.

7. Non rubare.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d'altri.

10. Non desiderare la roba d'altri."

Non sono nessuno e non voglio e non ho il diritto di giudicare nessuno. Anche perché da anni non ho il dono della fede (Cristiana, Cattolica, o altre.)

Ma a me è stato insegnato che, PER UN CREDENTE,  i dieci comandamenti hanno TUTTI lo stesso valore e TUTTI devono essere, ALLO STESSO MODO, rispettati. 


venerdì, 31 ottobre 2008

"una modesta proposta"

Al gruppo dei docenti di lettere con cui lavoravo alcuni anni fa, l'idea non era sembrata malvagia.

Si proponeva al Collegio dei docenti di poter avviare, magari nell'ambito concesso dall'Autonomia Scolastica, un progetto che permettesse un inserimento efficace e proficuo degli alunni stranieri appena arrivati in Italia e che non conoscevano nemmeno una parola d'italiano.

L'idea era quella di creare percorsi didattici alternativi che consentissero di rafforzare lo studio della lingua italiana unito allo studio delle lingue straniere e all'attività di educazione fisica. Non è infatti possibile pretendere che questi studenti imparino materie come diritto, scienze o economia aziendale se manca loro lo strumento principe: la conoscenza della lingua veicolare ovvero, nel caso specifico, l'italiano.

Naturalmente, si sarebbe trattato di creare una classe ad hoc, non finalizzata alla ghettizzazione degli studenti stranieri ma al potenziamento di abilità di base per poter permettere gli apprendimenti successivi.

Non se ne fece nulla.

Forse però, se quel progetto fosse partito, ci avrebbero accusato di aver creato classi ponte, di essere razzisti e xenofobi.

Chissà perchè si ritiene più utile tenere in classe degli studenti che non capiscono nulla e poi bocciarli a giugno (da integrati, però!) piuttosto che offrire loro dei validi percorsi didattici al fine di inserirsi e integrarsi davvero all'interno della realtà scolastica e sociale italiana.


lunedì, 27 ottobre 2008

Il "vizio" della memoria

Nonostante negli ultimi anni stia perdendo qualche colpo, ho da sempre il "vizio" della memoria.

Ricordo perfettamente tutto ciò che mi sta a cuore.

I miei studenti, quelli che mi vengono di volta in volta assegnati, mi stanno a cuore. Tutti, indistintamente. Li osservo, li scruto, cerco di coglierne gli aspetti più importanti che mi permettano di catturarne l'attenzione e di offrire loro l'opportunità di apprendere.

Ecco perchè li ricordo tutti, i miei studenti. E' vero, incontrandoli per caso dopo quindici, venti anni, faccio fatica a riconoscerli. Alcuni sono così diversi da quando, piccoli e timidi, frequentavano la prima superiore. Poi  li ritrovi come commessi in una concessionaria d'auto o segretari  presso un istituto  superiore. Mi basta che mi dicano: "Profe, si ricorda? Sono .... ero nella prima (o nella seconda, etc.)" e  subito il ricordo si fa vivo e tornano in mente dettagli, il loro nome e cognome, quel loro tema, i loro interessi, il loro compagno di banco, quella particolare lezione. "E il giorno che... Profe, si ricorda?" Sì. mi ricordo.

Certo, alcuni li ricordo meglio. Il ragazzino apatico che inizialmente si divertiva a boicottare le lezioni e che poi, seduto accanto alla cattedra, non perdeva una parola di quanto dicevo, rimproverando i suoi compagni che si distraevano. La ragazzina con il dono della scrittura: una scrittura intensa, accattivante, coinvolgente, emozionante. Il ragazzo che scriveva: "Come già le avevo raccontato la volta scorsa, quando le persone mi fanno infuriare..." utilizzando i temi come una sorta di lettera indirizzata all'insegnante in cui mettere a fuoco le proprie emozioni. La ragazza che provocatoriamente diceva: "Per voi siamo solo numeri. Non ve ne importa nulla". E quella che ripeteva: "Voi adulti non siete credibili. E siete incoerenti". E il gruppo che canticchiava: "Non ce ne importa niente". E quello che, usando come materiale i quotidiani del progetto "Il quotidiano in classe" costruiva un bel pallone da calcio.

Quelli che, con sofferenza, ho contribuito a non promuovere. E che ho continuato a sognare per anni. E nel sogno cercavo di spiegare loro i motivi del loro insuccesso scolastico che io sentivo come un mio fallimento.

Non sempre è positivo essere così emotivamente coinvolti. Ma io credo che sia la passione per il suo mestiere il valore aggiunto di ciascun insegnante.