PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
avevamo appena finito di tradurre la simpatica scenetta oraziana del mus rusticus e del suo amico mus urbanus quando....uno spaventato topino è schizzato tra i banchi dell'aula accanto alla nostra!
è tutto vero...ma anche se fosse stato il delirio dell'ultima ora del secondo sabato di lezione (e anche questo è vero!) la voce non si sarebbe potuta mai fermare....ergo...due giorni di non lezione nonostante la derattizzazione richiesta celermente ed altrettanto celermente effettuata!
'sti ragazzi! forse quel topo voleva solo intervenire perchè non aveva capito bene la prop. relativa!!!! (unico a seguire?!)
ad ogni modo il dirigente, per cercare di fermare le voci che correndo in lungo ed in largo avevano riferito di gruppi di topi che avevano invaso l'istituto rosicchiando anche le patatine nei distributori (ma le patatine sono fatte apposta..per essere rosicchiate!), il dirigente, dicevo, chiama la tv (siamo o no figli della civiltà dell'immagine?!) e mentre la telecamera gira per i corridoi mostrando al mondo intero lo splendore di una scuola tirata a lucido e derattizzata.... spunta un nuovo mus!!!!!!!
ma insomma!!!!! e domani si farà lezione oppure dovremo perdere anche un altro discipulus????
E' il mio primo giorno di scuola. Trascorro le prime due ore con gli studenti di seconda, la mia ex prima, e con i nuovi arrivati, i primini, studenti del primo anno delle scuole superiori. Tra loro ci sono anche coloro che l'anno scorso non ce l'hanno fatta.
Li travolgo di parole ed entusiasmo. Nella prima fase dell'anno sono sempre così, piena di energie ed idee. Poi, a poco a poco, subentra la stanchezza. L'entusiasmo si affievolisce ma non la passione. Quella c'è sempre.
Tornata a casa, accendo il cellulare e subito mi arriva un sms. Lo ha scritto Anna, una collega preparata ed in gamba conosciuta qualche anno fa.
"Vuoi fare l'insegnante e sei precaria? DIMENTICA CHI SEI E DIVENTA OPERATORE TURISTICO. [...]"
C'è rabbia e sarcasmo nelle parole di Anna. E' lo stato d'animo di chi, dopo anni di studio, impegno e passione dedicati alla scuola, rischia di esserne inesorabilmente escluso. "Grazie, professore, Lei ci è stato utile ma è un precario e noi dobbiamo risparmiare."
Sono assolutamente consapevole che il mercato del lavoro richiede flessibilità e nuove modalità di impiego.
Ma a me interessa parlare di scuola. Di docenti, precari o no.
Vivendo nella scuola, so che ci sono molti docenti precari scrupolosi e preparati e molti docenti precari che farebbero bene a dedicarsi ad altre attività. E' però altrettanto vero che tra i docenti di ruolo vi sono quelli capaci che svolgono con impegno e passione il loro lavoro ed altri che si comportano come se fossero dietro lo sportello di un ente pubblico a passare carte o timbrare protocolli.
Se tagli vi devono essere, sarebbe opportuno che la selezione passasse attraverso un sistema che premi chi nella scuola lavora bene. Gli altri, anche quelli di ruolo che non amano questo mestiere, sarebbe bene che facessero altro.
Ne trarrebbero vantaggio gli studenti, la scuola e la società tutta.
"Non siete credibili" è la frase che ripetevano spesso i miei polemici e attenti alunni di una classe quinta di qualche anno fa. Lo dicevano ogni volta che coglievano delle contraddizioni tra quanto predicavamo loro di fare e il nostro modo di comportarci. Forse tutti noi dovremmo ricordarci sempre che gli altri ci guardano. E ci giudicano. E si comportano di conseguenza.
Ciò è tanto più vero nella relazione tra gli adulti e i più giovani.
La premessa a questo post è legata alle ultime novità riguardanti le scelte formative, diffuse ieri da alcuni organi di informazione, del Ministro Gelmini.
"Professori del Sud, al Sud!
Sono indignato.
Sono anche io un professore. Non ho rubato il posto a nessuno. Me lo sono guadagnato. Non sono preparato? Ho studiato al nord. Come la mettiamo? Sono in conflitto di interesse? Non direi. Conosco validi insegnanti del nord e del sud così come ci sono i fannulloni "terroni" e "polentoni". E' il sistema che lo ha permesso. Gli insegnanti del nord sono in pochi: è risaputo che la maggior parte degli studenti preferisce non continuare gli studi e investire nel mondo del lavoro. Cosa non va al Sig. Ministro se per la legge dell'equilibrio del mercato offro il mio servizio dove c'è un'offerta, creando un equilibrio? Cosa dire allora di quelle scuole in cui, fino a metà dicembre, ci sono ancora cattedre vacanti e gli studenti sono privati del loro diritto costituzionale all'istruzione? E se tutti i prof. del sud non ci presentassimo alle convocazioni cosa succederebbe? Sarebbe una grande vittoria: il sistema crollerebbe. Saremmo tutti noi docenti (del nord e del sud) meglio retribuiti e considerati. Ma abbiamo paura, il sud privato e derubato di quel poco che aveva, non può sfamarci tutti. Così, per il nostro pane quotidiano, saremo costretti a sorbirci anche per quest'anno le nuove riforme, il bullismo e tutto ciò che un docente deve affrontare.
I miei studenti (leghisti) mi apprezzano e mi stimano per quello che offro e per quello che sono, non per la mia provenienza geografica. Ogni giorno mi aspettano per apprendere qualcosa che non sia solo legato ai programmi ministeriali. Hanno voglia di sapere e questo loro desiderio è quello che mi spinge a lasciare i miei affetti, investire economicamente al nord (con il federalismo non so come la mettiamo...) e vivere il mio anno di duro lavoro.
Un'ultima cosa: Sig. Ministro e Sig.ra Ministra, sapete dove è nata la nostra letteratura italiana? Federico II e la Magna Curia vi ricordano qualcosa?"
Post di Prometeo2007 del 22 luglio 2008