PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
La settimana scorsa, il telefono cellulare squilla e quando mi accorgo che il numero è 'nascosto' mi innervosisco, poichè l'inverno scorso qualcuno si era divertito a bofonchiare oscenità telefonando due o tre volte la settimana, per circa un mese, naturalmente adottando l'espediente del numero privato.
Rispondo comunque ma, dopo un attimo di silenzio all'altro capo, interrompo la comunicazione, pensando 'ci risiamo'! Questa volta, però, il numero delle telefonate è decisamente più elevato, una ventina al giorno! Qualche volta rispondo e riattacco, altre resto in ascolto senza nulla dire nè udire, altre ancora accetto la chiamata per riattaccare subito dopo, così almeno lo stolto ci smena lo scatto. Un paio di volte, rispondo minacciando il misterioso interlocutore di 'denuncia a carico di ignoti' e millantando conoscenze, tra le forze dell'ordine, che non avrebbero avuto difficoltà a rintracciare il suo numero nascosto del cavolo! In ogni caso, la comunicazione viene interrotta prima ancora che io abbia concluso la mia invettiva.
Dopo una pausa nel fine settimana (forse il bavoso ha famiglia, ho pensato), ieri tutto ricomincia; ammetto che all'esasperazione si aggiunge una crescente ansia, continuo a ruminare ipotesi, riconosco di aver anche isolato un paio di possibili candidati. Il barbagianni si danna l'anima perchè in serata, quando lui rientra, il telefono tace!...ieri invece, alle otto e venti rieccoci, il consorte sta uscendo dalla doccia, lo raggiungo, gli passo il telefono, lui risponde e parte in quarta tuonando di farla finita e altre cosette che non mi pare il caso di riferire...poi il tono cambia "Chi parla?...ora gliela passo".
Dall'altro capo una voce femminile, un po' frastornata, dice di essere un'impiegata di una nota casa automobilistica, io mi scuso e le spiego quello che mi sta succedendo da giorni...silenzio, poi la signorina comincia a scusarsi, 'Siamo noi...mi scusi...vedo qui sul pc tutte le telefonate che sono state effettuate verso il suo numero...sa a chiamare è il computer, che poi dovrebbe passare la linea ad uno di noi...qualcosa non ha funzionato'.
Insomma, circa un mese fa sono stata presso una concessionaria di auto a chiedere un preventivo e loro, per prassi, cercavano di contattarmi per sapere se e quando desiderassi provare l'auto, se fossi sempre interessata a quel modello e , soprattutto, all'acquisto ecc ecc
Ero così contenta e sollevata che il molestatore fosse solo un ignaro pc, che non mi sono neppure arrabbiata, come forse avrei dovuto, per l'inquietudine e la stizza che tutte quelle telefonate mi avevano provocato. La signorina ha continuato a scusarsi ma, alla fine, rideva sotto i baffi...e pure io ripensando agli improperi che il barbagianni le aveva rivolto!
Periodicamente ritornano quelle che potrebbero definirsi "Proposte indecenti".
Mi riferisco alle ipotesi, ventilate da parte dei politici appartenenti a tutti gli schieramenti, di elevare o diminuire la tassazione "una tantum" in base al reddito dichiarato, imponendo, ad esempio, un contributo a favore di una certa causa per i redditi "superiori ai 150 milioni" o esentando dal pagamento delle tasse i redditi inferiori ai 10 mila euro annui.
Tali proposte avrebbero un senso in un Paese in cui TUTTI dichiarassero onestamente il proprio reddito e laddove gli evasori fiscali fossero seriamente e sistematicamente individuati e puniti.
Ma in un Paese come l'Italia in cui è, dati alla mano, altissima la percentuale di evasori, totali e parziali, ciò non è altro che l'ennesima beffa ai danni di coloro che, per la loro onestà, finiscono per essere doppiamente beffati (e, magari, anche sbeffeggiati).
La tempestività non è evidentemente il mio forte; l'8 marzo è già passato da due giorni e a me solo oggi viene in mente un episodio che parecchi anni fa mi vide 'vittima' delle attenzioni moleste di un datore di lavoro che oggi tratterei più duramente!
La lunga e tortuosa carriera era appena cominciata e io insegnavo in una scuola privata, non parificata...altro non avevo trovato. Mi colpirono subito la 'bella presenza' delle mie colleghe oltre alla quasi totale assenza di insegnanti di sesso maschile e capii presto che ciò non era casuale.
Il proprietario della scuola, che si faceva chiamare preside ma dubito finanche che fosse in possesso di una laurea, era un uomo sulla cinquantina; io avevo venticinque anni e lo trovavo 'datato' mentre lui, che si circondava di giovani e graziose insegnanti, evidentemente si sentiva adeguato e autorizzato a 'provarci' con tutte.
Dapprima si limitò a complimenti galanti e garbati ma col tempo cominciai a trovarlo nel suo ufficio quando, la sera, intorno alle 23, finivo le lezioni; ero stanca e desideravo solo andarmene a casa, dove mamy mi aspettava con la cena in caldo. Invece, ora con una scusa, ora con un'altra, lui mi invitava a sedermi e mi intratteneva in conversazioni che inizialmente avevano carattere didattico (come vanno i ragazzi, a che punto siete con il programma di storia ecc ecc) ma che via via presero un carattere confidenziale che io non apprezzavo affatto e che, anzi, mi metteva in imbarazzo (parlava di sè, delle sue conquiste, delle sue aute sportive, del suo sostanzioso conto in banca e dei suoi beni immobili!).
Una sera, dopo un'oretta così trascorsa, accennai al fatto che mia madrea si preoccupava quando tardavo, e lui ebbe l'impudenza di chiamarla al telefono e dirle di stare tranquilla, chè la sua figliola era al sicuro, con il suo preside!
Una sera, anzichè 'stopparmi', mi annunciò per l'indomani un invito a cena! Ancora oggi, non mi perdono di non essere stata in grado di rifiutare, come avrei voluto...ma in qualche modo...accettare fu risolutivo.
Mi presentai con un insolito abbigliamento sportivo, ai limiti della trascuratezza, al punto che lui (in abito elegante) volle andare a cambiarsi; credo che lo scopo fosse anche quello di mostrarmi la sua mega villa a picco sul mare ma non ebbe quella soddisfazione poiché, con determnata ostinazione, volli attenderlo in auto.
Al ristorante, lussuosissimo, sfoderò tutte le tecniche seduttive di cui gli anni e la consuetudine al corteggiamento lo avevano dotato...ma che su di me rimbalzavano come su un muro di gomma! Credo che le sue speranze crollarono quando alla sua affermazione "Sai, a me piacciono molto le donne giovani" io replicai "Sa, anche a me!" (naturalmente riferito agli uomini). Rimase basito!
Ce l'avevo fatta! Si rassegnò, e non mi licenziò.
So che ci sono vicende più dolorose e complesse di quella tragi-comica appena raccontata ma anche se allora non se parlava affatto, sappiamo che oggi tutto ciò ha un nome: mobbing. Se non fosse stato il mio datore di lavoro non avrei rivolto a quell'uomo altro che 'buongiorno' e 'buonasera' e invece ho permesso che rubasse il mio tempo, che mi procurasse ansia, preoccupazione, frustrazione e disagio.
Maestro Unico (nome e cognome di fantasia) è stato appena immesso in ruolo in una "scuola di confine", indirizzo professionale.
Maestro Unico mi è sembrato, il primo giorno in cui ci siamo incontrati, molto propositivo: prepariamo questo..., muoviamoci in questo modo.... .Dal secondo giorno ho avuto modo di notare che è uno che non "quaglia" (traduco per i non meridionali: tanto fumo e niente arrosto).
Maestro Unico è un uomo con cui puoi parlare di politica ma poco di didattica. Maestro Unico, nel corso di questi mesi si è rivelato quello che è.
Maestro Unico e la tecnologia: due rette parallele, Maestro Unico e la materia che insegna: due rette parallele, Maestro Unico e l'insegnamento: due rette parallele. Maestro Unico legge il giornale in classe: nobile progetto il "quotidiano in classe", direte voi. No! Legge il suo giornale mentre i ragazzi fanno ciò che vogliono. Maestro Unico, sorpreso più e più volte in "flagranza di reato"è stato richiamato dalla Dirigenza. Ha risposto: "Chi? Io?!?!" Non ero io!".
Ringrazio Critolao per le parole di apprezzamento. Lei, con i suoi preziosi consigli e la "didattica onesta", è stata il mio demiurgo. Per la mia crescita cerco di imparare dagli errori e di essere consapevole.