SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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domenica, 25 gennaio 2009

Giorgio Gaber

E’ il mio omaggio a un uomo libero.

Giorgio Gaberscik (in arte Gaber)

25 gennaio 1939 – 1 gennaio 2003

Giorgio Gaber

La libertà  (1972)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Da "Dialogo tra un impegnato e un non so" (Carosello, 1972)

Notizie e approfondimenti su Giorgio Gaber sul sito della Fondazione che porta il suo nome: www.giorgiogaber.it




 


martedì, 30 dicembre 2008

"C'è tutto un mondo intorno"

 

Era il Capodanno del 1980. Avevo 17 anni e fluttuavo tra stati d'animo differenti ed opposti come capita in quella e, a volte, in altre età della vita. Tutto era così incerto, vago.

Mi riempì però di speranza, nelle prime ore di quel 1980, ascoltare, trasmessa in occasione dello spettacolo di fine anno, questa canzone dei Matia Bazar. Fu come ricevere una bella spinta come quando, da bambini, ci si sedeva sull'altalena.

C'è tutto un mondo intorno

Matia Bazar

(1979)

Se per caso un giorno o l'altro
ti trovassi solo sai
senza una compagna che ti aiuta nei tuoi guai
e se poi il cielo blu
si chiude all'improvviso su di te
e ti senti come un ladro che
ha paura anche di sé
guardati allo specchio
e guarda un poco un poco intorno a te
c'è tutto un mondo intorno che
gira ogni giorno e che
fermare non potrai
e vive vive il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo dai
Se nel buio che ti avvolge
una fiamma scorgerai
corri corri senza indugi
forse è il sole che tu vuoi
ma se come un fiume in piena poi
il tempo ormai usato se ne va
ed un naufrago ti senti tu
che da solo scruta il blu
quella fiamma sconosciuta
è la tua zattera lo sai
dai
c'è tutto un mondo intorno che
gira ogni giorno e che
fermare non potrai
e vive vive il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo
dai... (coro)
che gira ogni giorno
e che fermare non potrai
e vive vive il mondo
tu non girargli intorno
ma entra dentro al mondo dai...
c'è tutto un mondo intorno
che gira ogni giorno
e che fermare non potrai

Auguri di cuore, a tutti. Buon 2009!!!


postato da: critolao alle ore 06:56 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, riflessioni, ricordi, canzoni, attualitĂ , musica e testi
domenica, 14 dicembre 2008

Mobilitazione (2°)

Ci si mobilitò molto durante quel mio primo anno di scuola superiore. Le occasioni non mancavano mai ma ciò che portò all'occupazione della scuola  furono il rigido regolamento d'Istituto (che, tra l'altro, vietava di portare a scuola qualunque altro materiale che non fosse strettamente scolastico "Quindi, anche il "Corriere della Sera" o "La Stampa"" come sosteneva il leader moderato, così veniva definito a causa della sua appartenenza alla federazione giovanile del PCI) e le precarie condizioni dell'Aula Magna che non consentivano di contenere più di cinque classi dell'Istituto ed impedivano, di fatto, lo svolgimento dell'assemblea plenaria di tutti gli studenti dell'Istituto.

L'occupazione passò soprattutto grazie ai voti favorevoli di noi studenti di quarta ginnasio. Inutile dirlo: subivamo il fascino dei leader, "moderati" o dell'estrema sinistra che fossero.

Leader carismatici. Autoritari. Quasi stalinisti. Approvata l'occupazione, concessero appena un quarto d'ora per decidere se volessimo rimanere a scuola o se volessimo "democraticamente" uscire dall'Istituto "okkupato".

Per uscire, io, Laura e un'altra nostra compagna di classe scavalcammo la finestra del pianterreno (il primo giorno) e ci facemmo venire a prendere dal padre della nostra compagna, un poliziotto che naturalmente si presentò in divisa. "L'ha chiamata il preside?" chiesero i capi. "No, devo prendere mia figlia e le sue amiche." rispose lui. Peggio andò ad un mio compagno di classe che si era portato anche il sacco a pelo e che venne prelevato dal suo genitore che lo afferrò letteralmente per le orecchie.

Durante l'occupazione, chi era a scuola non poteva pensare di stare a bighellonare (almeno di giorno, di notte non so, visto che non ebbi l'occasione di rimanervi).

Tutti dovevano seguire almeno un seminario. C'erano quelli che trattavano di filosofia politica ed erano di fatto disertati e quelli che affrontavano lo studio e l'analisi dei decreti delegati, la nuova proposta di regolamento da dare al nostro Istituto e varie problematiche sociali come la condizione femminile e l'autodeterminazione delle donne. Seguii quest'ultimo e scoprii una realtà che fino a quel momento ignoravo: la piaga degli aborti clandestini.

In uno dei due pomeriggi i leader organizzarono un concerto: ho ancora il ricordo delle note e delle parole delle canzoni degli Inti Illimani e di "in fila per tre" di Bennato e "La locomotiva" di Guccini e "Pablo" di De Gregori.

Al terzo giorno l'occupazione finì. Armati di secchi e stracci ripulimmo tutto sotto gli occhi vigili di bidelli, docenti e preside.

Inutile dire che la promessa dell'assessore comunale competente di "costruire una scuola sicura ed adeguata" rimase tale e solo cinque anni dopo essermi diplomata venni a sapere che finalmente, era appena stata inaugurata la nuova sede dell'Istituto.

Di quegli anni conservo vivo questo ricordo e una consapevolezza: i nostri leader, di fatto, sostituivano i docenti quando organizzavano qualunque iniziativa che riguardasse strettamente l'attivismo degli studenti. Erano rigidi ed autoritari, proprio come i docenti che dicevano di contestare. Non so se qualche insegnante, magari più "democratico" indirizzasse le loro scelte.

Di sicuro, durante le assemblea degli studenti, i docenti non erano ammessi. Per nessuna ragione. Nemmeno i più "democratici".

 


lunedì, 08 dicembre 2008

"But the Sky is more and more blue"

 Niente di nuovo sotto il sole. Non cambia nulla. Si rileggono i testi di canzoni di trent'anni fa e ci si accorge che sono attualissimi.

Siamo fermi. Con una classe politica ferma. Ed obsoleta. Superata dal tempo, sia che si collochi a destra, al centro, a sinistra.

Ferma a chiacchierare su questioni banali ed incapace di avere un'ampia visione d'insieme che permetta di superare una fase critica com'è quella che stiamo attraversando.

Dov'è il progetto d'insieme? C'è un progetto? Perchè aumentare una tassazione indiretta relativa alle pay-tv e non ultratassare i proprietari dei SUV che emettono quantità esagerate di CO2? Perchè non investire sulle energie alternative (eolico, fotovoltaico, etc.) come ha fatto, ad esempio, la Germania creando numerosi posti di lavoro e insistere ancora sul nucleare, guardando nostalgicamente al passato e non ponendosi il problema delle scorie? Qual è la visione del futuro dei nostri politici? C'è una visione del futuro? Mentre me lo chiedo, ascolto "Ma il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano e mi sembra di essere ancora nel 1977, quando questa canzone venne pubblicata all'interno dell'album "Aida".

Rino Gaetano

Ma il cielo è sempre più blu (prima parte)

Chi vive in baracca, chi suda il salario 
chi ama l'amore e i sogni di gloria 
chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria 
Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio 
chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo 
chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno 
Chi ama la zia, chi va a Porta Pia 
chi trova scontato, chi come ha trovato 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... 
Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 
chi gioca coi fili, chi ha fatto l'indiano 
chi fa il contadino, chi spazza i cortili 
chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... 

...............................................................................


Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca 
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori 
chi legge la mano, chi regna sovrano 
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta 
chi gli manca la casa, chi vive da solo 
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco 
chi vive in Calabria, chi vive d'amore 
chi ha fatto la guerra, chi prende il sessanta 
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu 
Chi è assicurato, chi è stato multato 
chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia 
chi è morto di invidia o di gelosia 
chi ha torto o ragione, chi è Napoleone 
chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto 
chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri 
chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto 
chi mangia una volta, chi vuole l'aumento 
chi cambia la barca felice e contento 
chi come ha trovato, chi tutto sommato 
chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo 
chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo 
chi è stato multato, chi odia i terroni 
chi canta Prévert, chi copia Baglioni 
chi fa il contadino, chi ha fatto la spia 
chi è morto d'invidia o di gelosia 
chi legge la mano, chi vende amuleti 
chi scrive poesie, chi tira le reti 
chi mangia patate, chi beve un bicchiere 
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere 
na na na na na na na na na 
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, 
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh..

(Parole e musica di Rino Gaetano, Ed. Universal Music Publishing Ricordi Srl, 1977, Sony BMG Music Entertainment (Italy) S.p.A.)


giovedì, 23 ottobre 2008

"Questo post è per voi...

...miei cari ex studenti, una sorta di messaggio in bottiglia che, anzichè affidato alle acque del mare, si serve di questo blog.

Non so se mi leggerete, non so se mi riconoscerete, non so dove siate adesso realmente.

Lo sapete bene, sono dell'idea che un docente debba limitarsi ad essere tale e non frequentare i suoi studenti, anche ex, fuori dall'ambito meramente scolastico. Un docente è un docente, non un amico, non un compagno di giochi. Per questo non ho mai partecipato, se non agli inizi della mia attività, alle vostre cene di fine anno scolastico.

Nonostante non vi veda da un po' di tempo, vi ricordo tutti, da quelli dell' anno scolastico 1988/89 (il mio primo anno di insegnamento), agli ultimi dello scorso 2006/07 (penso soprattutto agli studenti di quinta, terribili ma simpatici, che in occasione dell'Esame di Stato hanno giustamente pagato per il loro scarso impegno e la loro presunzione. Ho sofferto per questo ma, spiace dirlo, se lo sono meritato).

Siete tanti, tutti presenti nella mia memoria, tutti,  indistintamente, da quelli più bravi e corretti a quelli scansafatiche che mi hanno fatto sudare le classiche "sette camicie" per ottenere un minimo di attenzione e ascolto (e non sempre, purtroppo, ci sono riuscita).

 A ciascuno di  voi ho dedicato tutta la mia attenzione, anche quando pensavate che non fosse così, anche quando pensavate che ce l'avessi con voi perchè continuavo a richiamare la vostra attenzione e a controllarvi invitandovi ad impegnarvi e a studiare perchè mai vi avrei regalato un voto, per nessun motivo, e ciascun voto ottenuto era solo vostro, quanto avevate realmente meritato.

Spesso vi ho stressato, come amate dire voi, con le mie fisime, con la mia meticolosità e la mia pignoleria, ma l'ho sempre fatto a fin di bene, anche quando vi rimproveravo aspramente, anche quando diventavo insopportabile.

Mi auguro che qualcosa di quanto ho cercato di trasmettervi sia servito a crescere, a rendervi tutti un po' più saggi e coscienti delle vostre potenzialità, sia servito soprattutto ad insegnarvi a credere in voi stessi e a impegnarvi per raggiungere i vostri obiettivi.

                           

"Sogna, ragazzo, sogna,

non cambiare un verso

della tua canzone,                                                 

non lasciare un treno         

fermo alla stazione,                                              

non fermarti tu….                                                  

Sogna, ragazzo, sogna,

piccolo ragazzo

nella mia memoria, 

tante volte tanti

dentro questa storia:

non vi conto più;

sogna, ragazzo, sogna,                                         

ti ho lasciato un foglio

sulla scrivania,

manca solo un verso

a quella poesia,

puoi finirla tu."

(Tratto da "Sogna, ragazzo, sogna", album omonimo di Roberto Vecchioni, 1999, EMI Music Italy)"

Post di Critolao del 22 settembre 2007 (Vecchi post - 34)