PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
di vita cristiana".
Trascrivo fedelmente "I dieci comandamenti di Dio, o Decalogo" riportati sul fascicolo "Dottrina Cristiana per la Quinta Classe", Centro Catechistico, Edizioni Paoline, Roma, Imprimatur Tusculi, die 20 - X - 1969, Sac. Leonellus Razza, Vic. Gen., pag. 4.
"Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri."
Non sono nessuno e non voglio e non ho il diritto di giudicare nessuno. Anche perché da anni non ho il dono della fede (Cristiana, Cattolica, o altre.)
Ma a me è stato insegnato che, PER UN CREDENTE, i dieci comandamenti hanno TUTTI lo stesso valore e TUTTI devono essere, ALLO STESSO MODO, rispettati.
"I doveri dei genitori sono di vario genere e comprendono tutti gli aspetti della vita del ragazzo e dell'uomo futuro. Dal latte materno al vitto, al vestire, all'esempio, ecc.. E fra l'altro, naturalmente, dare modo ai figli di guadagnarsi la vita. E siccome non si sa come andranno le cose e a cosa si vada incontro così occorre che queste possibilità siano più ampie e vaste possibili.
Quando a un ragazzo di 100 anni fa si insegnava a fare per esempio il fabbro, poi lavorava. Un babbo poteva morire sicuro di avergli lasciato qualcosa. Oggi con un mestiere in mano e basta non si vive più.
Bisogna anche saper vivere in tante altre circostanze: c'è da riempire fogli, consultare orari, telefonare e consultare l'elenco telefonico, far domande scritte e chiedere un anticipo o sollecitare un pagamento, c'è da prendere treni ecc. ecc.
Quando avete buttato nel mondo d'oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali.
Non si vola oggi con la terza e nemmeno con la quinta elementare.
Non ne hanno voglia? Fateli studiare per forza. Voi non li mandereste al lavoro senza il fagottino del mangiare e volete mandarli nella vita senza il fagottino del sapere?
C'è dei figlioli carogne che non vogliono mangiare e voi li forzate. Altrettanto fate per lo studio."
(Traccia di un discorso tenuto da don Lorenzo Milani ai genitori della parrocchia di San Donato a Calenzano il 22 agosto 1954 riportata in " Don Lorenzo Milani: "La parola fa eguali - il segreto della Scuola di Barbiana", a cura di Michele Gesualdi, fondazione Don Lorenzo Milani, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 2005, pg.13)
Non amo molto Daniel Pennac. Dei suoi testi, l'unico che ho veramente apprezzato, da subito, è stato "Come un romanzo" e, in particolare, quelli che egli definisce "i diritti imprescrittibili del lettore".
Ai miei alunni lo ripeto sempre: se un libro non ci piace, è inutile proseguirne la lettura. Finiremo altrimenti per detestare questa nobilissima attività.
"Profe" mi ha detto l'altro giorno un alunno "io faccio così, come Lei ci ha detto. Ho suggerito di farlo anche a mio fratello che frequenta un'altra scuola e a cui avevano assegnato un certo libro da leggere. Lui ci ha provato ma proprio non riusciva a proseguirne la lettura. Si è giustificato con la sua insegnante di lettere fornendo la motivazione che io gli avevo suggerito e che ho appreso da Lei: "Non ho proseguito la lettura per evitare non solo di detestare quel testo ma per evitare di odiare, per sempre ed irrimediabilmente, la lettura." Però l'insegnante di mio fratello non ha voluto sentire ragioni e gli ha messo una nota."
Cari colleghi di lettere, il problema, a mio avviso, è proprio questo: spesso la scuola, anzichè insegnare ad amare ed apprezzare la lettura, finisce per renderla odiosa ai suoi studenti. Non sarebbe bene che, almeno su questo, finissimo per accordarci e riconoscere agli studenti i diritti del lettore individuati da Pennac?
I diritti imprescrittibili del lettore
1) Il diritto di non leggere.
2) Il diritto di saltare le pagine.
3) Il diritto di non finire un libro.
4) Il diritto di rileggere.
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
6) Il diritto al bovarismo (n.d.r.: "la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni: l'immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l'adrenalina che sprizza, l'identificazione che diventa totale e il cervello che prende (momentaneamente) le lucciole del quotidiano per le lanterne dell'universo romanzesco...").
7) Il diritto di leggere ovunque.
8) Il diritto di spizzicare.
9) Il diritto di leggere a voce alta.
10) Il diritto di tacere.
(Citazioni tratte da: "Daniel Pennac: "Come un romanzo", Edizioni Paravia su licenza di Giangiacomo Feltrinelli Editore, Torino, 1996, pagg. 128, 131, 147)
Mentre scrivo, il telegiornale sta dando notizia dei chilometri di coda in direzione dell'outlet che si trova nel basso Piemonte, tutti alla ricerca dell'occasione...e giù servizi, con tanto di interviste ai felici utenti in fila da ore, in attesa dell'affare dell'anno!!!
Invece mi ero avvicinata al pc per raccontare qualcosa sulle mie ultime letture; l'affermazione sopra non vuole essere una forma di snobismo, c'è spazio per tutti e c'è di peggio che essere appassionati di shopping, è solo che la mia pigrizia mi fa rabbrividire all'idea di affrontare tali faticose prove di resistenza!
Allora, c'è un simpatico, breve romanzo, "Firmino" di Sam Savage (edizioni Einaudi); la storia di una topo che solo, tra i suoi familiari, prova a combattere la fame assaggiando e poi divorando libri (fisicamente ma anche, col tempo, intellettualmente), agevolato dal fatto che la madre ha partorito lui e i suoi fratelli nei meandri di una libreria. A parte il ribrezzo iniziale nell'immaginare il roditore...la lettura è piacevole e non mancano spunti interessanti di riflessione sul valore alto della lettura e su quanto da essa si può ricevere! (da suggerire ai nostri alunni!)
A seguire, segnalo "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafòn (Oscar Mondadori): teatro degli eventi è Barcellona e la vicenda ha inizio nel 1945, quando un padre porta il figlio undicenne a Cimitero dei Libri Dimenticati. Qui, il ragazzino, Daniel, 'sceglie', come da accordi, un libro la cui storia comincia a intrecciarsi fatalmente con la sua in un crescendo di affinità e mistero. Straordinaria la figura del signor Romero de Torres!
In ultimo suggerisco, specie per noi insegnanti, "Diario di scuola" di Daniel Pennac. Non avevo letto ancora niente di questo autore e ho sempre nutrito un'inspiegabile antipatia verso la famiglia Malaussène ma in quest'ultima pubblicazione ho trovato alcune illuminanti strategie per tentare di affrontare gli scogli più ostici del nostro mestiere (per esempio metterò subito in opera la 'battaglia' contro gli errori ortografici ideata dal professor Pennacchioni!); spassoso e, nel contempo, quanto mai veritiero il ritratto dello studente 'somaro', cui è dedicato il romanzo (e nel quale Pennacchioni, in qualità di ex 'somaro', si riconosce), delle sue paure, della sua spensieratezza solo apparente, della sua ridotta autostima che si traduce spesso in un alibi perfetto per rinunciare ad ogni tentativo di uscire dall'insuccesso...e tanto altro ancora.
Naturalmente auguro a tutti un felice 2009!!!