PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
Qualche giorno fa, ho fatto una delle risate più 'grasse' degli ultimi tempi; mi trovavo a chiacchierare amabilmente con la già citata signora Lidia, figura chiave dell'Istituto, attenta e vigile, sempre disponibile, che non annovera nel suo vocabolario l'espressione tanto abusata (in ogni professione) "non è mio compito", e che è, invece, più incline a usare il buon senso, sempre!
Mi trovavo con lei, quando il papà di uno studente ha chiesto di parlare con l'insegnante di informatica, che si trovava in I B; era stato convocato, aveva un appuntamento.
Prima di arrivare al dunque, è doverosa una breve descrizione fisica del suddetto genitore: un omone, 'grande e grosso', dai lineamenti assai virili, occhi e capelli corvini, carnagione olivastra (molto simile a un ex pugile, un po' irrobustitosi dopo aver appeso i guantoni al chiodo).
Avvisata dalla signora Lidia, la collega fa capolino dalla classe, guarda dritto negli occhi il convocato e, con voce e sorriso impostati, da circostanza, prorompe: "ah sì, buongiorno, lei è la mamma di Roberto?"...MA COME LA MAMMA?!!!
Io e la signora Lidia abbiamo faticato non poco a contenere la risata che ci stava soffocando soprattutto per via dello sguardo smarrito e attonito del povero astante, che di femmineo non aveva proprio niente!
Dopo, da sole, senza alcun commento verbale, è bastata un'occhiata complice e abbiamo finalmente liberata la risata così a stento repressa!!!
E' stata la mia lezione di oggi, nelle classi a me assegnate. Nessun altro argomento è stato trattato senza prima parlare di questo.
Oggi è il 27 gennaio. Oggi è la Giornata della Memoria.
Era infatti il 27 gennaio 1945 quando il campo di Auschwitz fu liberato.
Tutti noi abbiamo questo impegno. Tutti noi abbiamo questo dovere. Ce lo hanno chiesto, ce lo chiedono, quotidianamente, le vittime innocenti di allora, le vittime innocenti di oggi, le vittime innocenti di sempre.
L'IMPEGNO DELLA MEMORIA
IL DOVERE DELLA MEMORIA
Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) 1966
Francesco Guccini
Son morto ch'ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e ora sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
e il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento.
Nel vento tante persone
ma un solo grande silenzio
che strano, non ho imparato
a sorridere qui nel vento.
No, io non credo
che l’uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e che il vento mai si poserà
che il vento mai si poserà.
Ancora tuona il cannone
ancora non é contenta
di sangue la belva umana
e ancora ci porta il vento
e ancora ci porta il vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non e` contento
saremo sempre a milioni
in polvere qui nel vento.
Primo Levi
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
E’ il mio omaggio a un uomo libero.
Giorgio Gaberscik (in arte Gaber)
25 gennaio 1939 – 1 gennaio 2003
Giorgio Gaber
La libertà (1972)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Da "Dialogo tra un impegnato e un non so" (Carosello, 1972)
Notizie e approfondimenti su Giorgio Gaber sul sito della Fondazione che porta il suo nome: www.giorgiogaber.it
Mi accingo alla correzione delle verifiche di quinta. Il primo quadrimestre non è stato dei migliori ma mi hanno detto che hanno capito: bisogna studiare seriamente! Finalmente!
Riporto fedelmente il contenuto e la forma di quattro stralci di verifiche:
Pirandello nasse in un periodo di una duplice crisi quella storica perche si trattava del periodo post risorgimentale e culturale perche ciera un crollo delle certezze fino ad ora acquisite. […]
Gli influssi (della Sicilia nella produzione di Pirandello) sono chè lui è siciliano e difatti in alcune sue prime opere le scrive in dialetto siciliano. Quindi la Sicilia e la sua regione Natale. […]
Nella novella (la patente) il protagonista si fa dare una patente da iellatore e si costruisce degli abiti che portano timore nelle persone e tutti quando passa fanno gesti di scaramantici.
Gli elementi biografici della vita di Pirandello presenti nelle sue opere sono ad esempio la malattia della moglie che era cioè affetta da problemi mentali della psiche. […] L’umorismo è sentimento del contrario cioè ciò che si vuole apparire anche se non lo si è e questo fatto fa parte dell’umorismo: nell’umorismo le persone vogliono apparire il contrario di ciò che sono.
Pirandello si dice figlio del Caos, perché il Caos era una provincia dove si sono rifugiati Pirandello e la sua famiglia.
Gli elementi biografici nelle sue opere sono tre:
1. la sua sicilianità
2. il male di vivere
3. la sua pazzia
Mi sia consentito: i pazzi sono l’oro e io ci ho le prove!
Ma quanto è storicamente ed ideologicamente indietro questo Paese?
Me lo chiedo mentre, preparando una lezione sull'Illuminismo, rileggo alcuni brani della "Patente di tolleranza" emanata a Vienna il 13 ottobre 1781 da Giuseppe II d'Asburgo, imperatore del Sacro romano Impero.
" I. Sarà permesso ai non-cattolici l'esercizio della loro religione. Essi potranno costruire una propria casa di preghiera, come pure una scuola.
II. Essi avranno il diritto di nominare i propri maestri di scuola, ma la Nostra autorità scolastica controllerà tali maestri, come il metodo educativo e il programma d'insegnamento.
V. Ai non-cattolici sarà permesso l'acquisto di case e proprietà immobili; avranno accesso ai diritti di cittadino, ai gradi accademici e al servizio civile; ma non devono essere costretti ad una formula di giuramento che non sia in accordo con i loro princìpi religiosi, o alla partecipazione a processioni o altre funzioni della religione ufficiale, se essi stessi non lo desiderano.
VI. In tutte le elezioni o deliberazioni, concernenti impieghi o avanzamenti, devono essere presi in considerazione solamente l'ammissibilità legale e la capacità del candidato, e poi la sua condotta di vita cristiana e morale, indipendentemente da alcuna differenza di religione, come avviene quotidianamente nel Nostro esercito senza alcun disordine e con grande profitto.
Tutto ciò viene qui reso noto a ognuno con l'esortazione a una obbediente osservanza."
(Citazione tratta dal manuale scolastico di storia: Vittoria Calvani: "Le radici del futuro nell'età dell'economia - mondo, volume 2", Arnoldo Mondadori Scuola, Nuova Edizione, Milano, 2005, pag. 154)