SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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mercoledì, 30 luglio 2008

Assegnazioni provvisorie...un altro incubo

Sì, un altro incubo perchè chi non fa l'insegnante o non ne ha sposato uno, di questo mestiere riconosce, e non senza una nota di rodimento misto a rancore e a sarcasmo, solo i vantaggi, la lunga pausa estiva, le due settimane a natale ecc ecc, per non parlare di 'tutti quei pomeriggi liberi' (ma quali?!).

Nessuno sa delle nostre tribolazioni, e allora io, se mi interessa che l'interlocutore comprenda o se mi ha irritata al punto che la 'rispostaccia' non mi soddisfa abbastanza, glielo spiego come stanno le cose; e ne ho da raccontare, tenuto conto dei lunghi quindici anni di precariato nel quale (come tanti colleghi) non mi sono fatta mancare nessun disagio, compresa una trasfertina decennale!

Ma ora sei di ruolo - mi dicono - ora sei a posto; e no che non sono a posto, e no che non  è finita, perchè ora bisogna che torni alla base, la famiglia lo impone, avere un marito ed essere figlia unica di un genitore anziano comporta smetterla di girellare per la penisola. L'assegnazione provvisoria è la soluzione, 'tampona' il mancato trasferimento.

Ieri vado a verificare dove sono stata assegnata e scopro che l'anno prossimo mi aspetta la scuola media! Strano, mi dico, questo provvidimento viene adottato in extremis, ma io so che nella scuola in cui ho insegnato lo scorso anno ci sono addirittura due cattedre libere che non sono state assegnate nè a me nè ad altri...strano.

Stamane corro a scuola, dove mi confermano ciò che già sapevo e poi volo al provveditorato (mi piace chiamarlo ancora così); lì non ne sanno niente, non compare nessuna cattedra, non risulta alcun pensionamento! Mi guardano come una visionaria ma poi, piano piano, capiscono che forse non sto dicendo baggianate, la mia salivazione è a zero, mi scoppia la testa, lo stomaco è rattrappito, ma riesco ad ottenere che indaghino...non so come andrà a finire, ma so che la 'gavetta' non è finita!

Trovatemi un iter analogo...mal comune mezzo gaudio!


postato da: pandora20 alle ore 21:40 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni

colleghe

In principio si guardavano con diffidenza. Apparentemente diverse l'una dall'altra, sembrava non avessero alcunché in comune.

Poi furono assegnate allo stesso consiglio di classe, formato prevalentemente da colleghi maschi. C'erano momenti in cui, durante le riunioni, si respirava un clima da caserma. Battutacce volgari, spesso maschiliste, con cui venivano educati anche gli studenti, tutti rigorosamente appartenenti al "sesso forte".

Ma loro non si facevano certo intimidire, tutt'altro. Cominciarono a scoprirsi così e iniziarono a lavorare insieme, prima sporadicamente poi sempre più sistematicamente. Scoprirono di essere molto più simili di quanto non avessero creduto l'una dell'altra: avevano in comune l'amore per questo meraviglioso mestiere.

"I care" scrivevano entrambe alla lavagna, anche se solo una di loro insegnava inglese.

Entrambe sognavano i loro studenti ("C'è chi insegna [...] sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.").

Fu questo che le avvicinò.

Ma l'amicizia nacque quando insieme affrontarono l'esperienza del dolore, e fu quello che le unì per sempre. Anche perdendosi di vista, sapevano che la sofferenza e l'angoscia provata di fronte alla morte e alla constatazione di un fallimento educativo le avevano unite per sempre.


C'è chi insegna...

C'è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C'è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C'è pure chi educa, senza nascondere
l'assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d'essere franco all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.


(Danilo Dolci)

P.S.: Un ringraziamento alla amatissima collega che mi ha fornito il testo.


domenica, 27 luglio 2008

colloqui di lavoro

Occupandomi di attività di orientamento in uscita, ho assistito spesso alle iniziative svolte da operatori esterni rivolte agli alunni delle classi quarte e quinte.

Ma chi effettua i colloqui di selezione, al di là di quello che viene pubblicamente dichiarato, cosa si aspetta dai candidati? L'ho spesso chiesto ai miei conoscenti che operano in ambiti lavorativi diversi da quello scolastico. In particolare, uno di loro mi ha fornito le sue considerazioni nel testo che pubblico di seguito.

"E’ la mattina di un caldo mercoledì di luglio ed insieme alla mia collega, che si occupa di selezione del personale, ci avviamo nella sala riunioni dove da lì a poco inizieremo una serie di colloqui assunzionali con neolaureati in materie tecnico/scientifiche.

I colloqui si susseguono e di fronte a me vedo passare persone di vario tipo ognuna delle quali ha un comportamento diverso durante la chiacchierata; chi ti guarda dritto in faccia comunicandoti di essere la persona giusta, chi muove nervosamente le mani pensando se riuscirà a rispondere alla prossima domanda, chi tormenta i fogli che ha davanti nella speranza che il colloquio finisca il prima possibile e così via.

Alla fine della giornata sono sfinito e mentre in macchina ritorno a casa ripenso a quali sensazioni ho provato durante tutti i colloqui e cerco di riordinare le idee che man mano mi si sono accumulate in mente.

Provo a sintetizzare per concetti chiave:

 

Lauree triennali: la laurea triennale viene conseguita ad una età oscillante tra i 21 ed i 22 anni, quindi ci si trova dinnanzi a delle persone con una esperienza minimamente accresciuta rispetto ad un diplomato, ma con le aspettative di un laureato visto che gli si inculca il concetto che loro si sono “laureati”.

 

Frammentazione degli esami: nel riformare il sistema universitario si è pensato di suddividere i corsi di durata annuale (ad esempio analisi matematica 1, fisica, etc.) in una serie di sottocorsi di durata mensile o bimestrale e coincidenti con singoli argomenti del vecchio corso. Ciò che verifico, come risultato di tale nuova modalità di studio, è che le persone non sono più abituate ad affrontare un problema grande (ad esempio esame complesso), ma sperano sempre di avere di fronte dei singoli sottoproblemi da affrontare singolarmente."

 

 

 

 

 

 


venerdì, 25 luglio 2008

Assenteismo e rimedi

E' vero, il nuovo decreto ideato per risolvere (a loro dire) la 'piaga' dell'assenteismo dei dipendenti statali finirà per penalizzare quelli che assenteisti non sono, quelli che a lavorare ci vanno anche un po' 'acciaccati' e che, come me e tanti altri colleghi e amici (anche non insegnanti) quando si fermano qualche giorno (patteggiando con il medico che vorrebbe prescriverti almeno cinque giorni per evitare ricadute e tu invece riesci a concludere, raggiante, con soli due giorni, tanto poi c'è il giorno libero e, magari anche la domenica, per riprenderti!) vuol dire che stanno proprio male, non ce la fanno a reggersi in piedi, che la febbre è davvero alta, che la testa non connette più e sembra esplodere da un attimo all'altro!

Per noi, ammalarsi avrà il sapore di una doppia punizione, perchè anche lo stipendio subirà un 'ritocco', per punizione, se la malattia non ci impegna almeno più di dieci giorni! Il fatto è che il vero assenteista non si perderà d'animo, di giorni ne chiederà undici o anche di più, semplice! Certo a lui non rimorderà la coscienza per aver 'gonfiato' un pò il suo malessere vero o presunto, e non importa che l'orario previsto per la visita fiscale si sia dilatato notevolmente, l'assenteista  farà delle belle dormite! Noi, invece, preferiremo la 'morte violenta', piuttosto che offrire il fianco ad un giochetto tanto sporco...anche se chi ha avuto la bella pensata se lo meriterebbe davvero! 

Sono parecchio indignata (è un eufemismo!), sulla salute non si scherza!   Cerchino altri sistemi per smascherare o scoraggiare i veri 'colpevoli', senza necessariamente e sistematicamente colpire chi compie onestamente il proprio dovere!


postato da: pandora20 alle ore 11:54 | link | commenti (3)
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