SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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mercoledì, 30 aprile 2008

lotta impari

"E' una lotta impari!" esclama sfiduciata una madre durante un'assemblea serale (dalle 20.30 alle 22.30) che vede coinvolti docenti, genitori e psicologi.

L'ora di convocazione non è delle migliori: ci sono docenti che sono a scuola dalle otto del mattino; madri che, lasciato il lavoro, hanno saltato la cena per intervenire; padri che hanno rinunciato a rilassarsi, magari guardando in TV la semifinale di Champions League,  dopo una tiratissima giornata di lavoro. Eppure i presenti sono numerosi perchè l'argomento è "importante": "Come aiutare i nostri ragazzi a raggiungere risultati scolastici (e non solo) soddisfacenti."

"Noi" - esordiscono gli psicologi -"non abbiamo una ricetta comunque valida. Di certo è necessario essere COERENTI" (lo dicono proprio così, scandendo bene il termine e alzando il tono della voce) "nelle richieste, in accordo tra le varie componenti ovvero SCUOLA" (idem parentesi precedente) "e FAMIGLIA. I nostri ragazzi" proseguono " hanno bisogno di CERTEZZE, di REGOLE che devono essere rispettate e fatte rispettare da tutti. Occorre che ciascuno si prenda le RESPONSABILITA' delle proprie scelte e delle proprie mancanze."

E' a questo punto che la madre esclama la frase citata in apertura. E continua sostenendo che "quando eravamo noi adolescenti, i nostri modelli di riferimento erano comunque (magari solo in apparenza) solidi e validi. Adesso invece sembra che il mondo vada alla rovescia e che tutti debbano pretendere tutto senza limiti perchè "così fan tutti". La verità è che i nostri ragazzi sono allo sbando  perchè tutta la società è allo sbando. Anche la scuola  e i suoi docenti vengono ridicolizzati e umiliati mentre io mi chiedo dove gli insegnanti trovino la forza per andare comunque avanti affrontando il loro lavoro quotidiano".

Lei lo sa, cara madre, dove troviamo la nostra forza. Ne abbiamo parlato tante volte. E' la passione che guida il lavoro degli insegnanti, l'amore per questo mestiere, l'amore per i ragazzi con cui ogni giorno ci confrontiamo, magari a muso duro, nel tentativo di aiutarli a crescere imparando.

Nonostante tutto. Anche se si tratta, come dice Lei, di una lotta impari.


martedì, 29 aprile 2008

fuori dallo stormo

"[...] Quando lo sapranno - pensava - quando sapranno delle Nuove Prospettive da me aperte, impazziranno di gioia. D'ora in poi vivere qui sarà più vario e interessante.  [...] Noi avremo una nuova ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre dell'ignoranza, ci accorgeremo d'essere creature di grande intelligenza e abilità. Saremo liberi! Impareremo a volare!

[...] Fu come se l'avessero colpito con una randellata. [...] Questo significava ch'egli sarebbe stato espulso dal consorzio dei suoi simili, esiliato, condannato a una vita solitaria laggiù, sulle Scogliere Remote. [...]

E il gabbiano Jonathan visse il resto dei suoi giorni esule e solo. Volò oltre le Scogliere Remote, ben oltre. Il suo maggior dolore non era la solitudine, era che gli altri gabbiani si rifiutassero di credere e aspirare alla gloria del volo. Si rifiutavano di aprire gli occhi per vedere. [...]

Quel che aveva sperato per lo Stormo, se lo godeva adesso da sé solo. Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì ch'erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d'un gabbiano. Ma, con l'animo sgombro da esse, lui, per lui, visse contento, e visse molto a lungo. [...]"

L'ho scoperto per caso, sullo scaffale di un supermercato. Non pensavo potesse essere così intenso e affascinante. L'ho letto tutto d'un fiato. E' "Il gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach, dalla cui edizione BUR edita nel 2006 sono tratti i brani precedenti (pgg. 27, 34, 35, 36).


postato da: peripato alle ore 17:44 | link | commenti
categorie: citazioni, riflessioni, libri, buone letture
martedì, 22 aprile 2008

contro il nulla

Contro il nulla generato dai falsi valori imperanti, si leva la voce di David Maria Turoldo.

 

Abbiamo occhi

Abbiamo occhi ma non vediamo

abbiamo orecchi e non udiamo:

possibile memoria ma non tutti ricordiamo.

 

Intanto ragazzi,

adolescenti (la tenera

carne del mondo) gridano

- ammaestrati da noi adulti!-

"viva la morte!"

 

I capi brindano

allo splendido avvenire.

 

 Ma non c'è avvenire.

 

(David Maria Turoldo, "Il grande male", Milano, Mondadori, 1998)

 

 

 


postato da: peripato alle ore 18:39 | link | commenti
categorie: citazioni, poesia, riflessioni, libri, costume e societĂ 
giovedì, 17 aprile 2008

il dolore e il silenzio

Leggendo i post di Pandora ed Euridice ho pensato al dolore.

Il dolore impenetrabile di Nadia, il dolore straziante di coloro che l'hanno conosciuta ed amata.

Mi sono tornate in mente le tre frasi introduttive del romanzo di Giuseppe Berto "Il male oscuro", letto nell'adolescenza, quando venivo colta da momenti di dolore lancinante, acuto, impenetrabile per i più. C'erano momenti in cui pensavo che avrei voluto andarmene per sempre. Sembra (o almeno così sostengono gli psicologi) che sia tipico dell'adolescenza, ma non solo dell'adolescenza. E' quel male oscuro che alcuni etichettano come "depressione".  Il "male di vivere".

"Era il male oscuro di cui le storie e le leggi e le universe discipline delle gran cattedre persistono a dover ignorare le cause, i modi: e lo si porta dentro di sé per tutto il fulgorato scoscendere d'una vita, più greve ogni giorno, immedicato."      C. E. Gadda, La cognizione del dolore

"Ciò che mi opprime non si può curare: è la mia croce e devo portarla, ma Dio sa quanto si è incurvata la mia schiena per lo sforzo."     S. Freud, Da una lettera del 1900

"Il racconto è dolore, ma anche il silenzio è dolore."       Eschilo, Prometeo


lunedì, 14 aprile 2008

Una cara amica

Una mia cara amica é morta, si è suicidata; non ritornerà più. Questo fatto mi ha fatto  riflettere: molto: per me la scuola è molto importante, ma non deve essere l'unica cosa nella vita; Gli studenti "più bravi" spesso tendono ad indicare la scuola come unico mondo e metodo per confrontarsi, ma grazie a questo fiore sfiorito, appassito ho capito che nella vita c'è altro; la scuola è importante, ma non l'unica cosa al mondo. Solo ora capisco molte cose: quanto spesso si abusi della propria vita, che forse bisognerebbe spendere meglio i nostri giorni perché non sappiamo esattamente quanti ce ne restano, che la vita è unica e preziosa.  Io conosco Nadia (non riesco a parlare al passato anche se sarebbe più corretto). O almeno è quello che pensavo, ma ora, oggi, capisco che nessuno la conosceva veramente. Spero che sia un'occasione per stimolare gli insegnanti a conoscere di più i propri studenti infatti una professoressa l'ha definita come una persona chiusa e senza amici, ma non è affatto vero!!

 

ADDIO FARFALLINA! VOLA IN ALTO!

 


postato da: euridice14 alle ore 20:07 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, attualitĂ , adolescenza e adolescenti