SALA DOCENTI

PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.

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Utente: critolao
Componenti della redazione: Critolao Pandora20 Prometeo2007 Lapenelope Euridice14 Eco2007 Peripato. I nick di tutti i componenti della redazione sono attinti dalla storia della filosofia o dalla mitologia. La redazione è aperta alla collaborazione di altri colleghi e studenti, nonchè di tutti coloro che vorranno dare il loro contributo. Gli interventi, naturalmente, dovranno rispettare le regole della tolleranza e della buona educazione. Tutti abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione ma, allo stesso tempo, tutti abbiamo il dovere di rispettare noi stessi e gli altri. Pertanto la redazione si riserva il diritto di cancellare commenti ritenuti offensivi o fuori luogo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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venerdì, 29 febbraio 2008

parliamone...

Insegnando nelle classi di un istituto professionale, è necessario individuare quotidianamente nuove strategie di insegnamento-apprendimento al fine di coinvolgere, motivare e permettere al maggior numero possibile di studenti di imparare.

L'ultima da me escogitata è una discussione, in piccoli gruppi di studenti (massimo sei per gruppo), sulla scuola. "Com'è la scuola e come vorreste che fosse? La scuola deve essere selettiva? In che modo sarebbe opportuno verificare e valutare l'apprendimento?".

Ho chiesto questo ai miei studenti, invitando a motivare tutte le loro affermazioni. La discussione effettuata in piccoli gruppi eterogenei ha permesso a tutti di esprimere la propria opinione. Spesso, infatti, i più timidi evitano di intervenire nelle discussioni in classe, preferendo parlare (quasi confidandosi) con il compagno di banco. Al termine della discussione, i risultati emersi sono stati raccolti in una relazione scritta ed esposti oralmente da ciascuno dei componenti del gruppo. Tutta l'attività è stata infine valutata con un voto.

I risultati dell'attività sono stati soddisfacenti: alcuni studenti hanno sottolineato che gradiscono molto lavorare in questo modo, perchè almeno "parlare di queste cose ha un senso".

L'idea complessiva di scuola ideale da loro suggerita?

Docenti più comprensivi ma giusti nelle valutazioni (alcuni studenti hanno sostenuto che, a volte, i docenti si mostrano più disponibili con i più bravi e meno con gli altri), una scuola più selettiva con quelli che non studiano e pretendono di essere aiutati, un maggior rispetto delle regole da parte di tutti, docenti e studenti ("Non è giusto che a noi chiediate di tener spento il telefonino e che alcuni professori poi ricevano telefonate in classe" - così hanno sostenuto), una maggiore organizzazione che nasca da una coerenza di intenti.

Mi sembra abbiano le idee molto chiare. Soprattutto si aspettano che parlarne possa servire a cambiare e migliorare questa scuola.


postato da: critolao alle ore 18:27 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, scuola e didattica, societĂ  e scuola
sabato, 23 febbraio 2008

strategie

Ancora non mi sembra vero, ma ce l'hanno fatta! Sono riusciti quasi tutti a superare, dopo l'attività di recupero in itinere (durante le lezioni mattutine) il debito formativo. Certo, ci sono ancora gli irriducibili, un paio di studenti per classe che non aprono un libro per nessuna ragione al mondo.

La maggior parte, però, ce l'ha fatta.

Ho cambiato metodologia didattica: un minimo di lezione frontale e poi, in piccoli gruppi eterogenei, attività di studio ed elaborazione di schemi con domande reciproche. I più bravi spiegano a quelli con qualche difficoltà ciò che non è chiaro (era la metodologia usata nella Scuola di Barbiana). Il tutto con la mia supervisione. Sembra incredibile! Laddove io non ero riuscita a trasmettere alcuni concetti, ci hanno pensato gli studenti stessi.

"Sono diventata inutile!" ho commentato, al termine delle interrogazioni e complimentandomi con i "più bravi". "Voi siete riusciti a fare ciò che a me non era riuscito!".

"Non è così!" mi hanno risposto, consolandomi (e gratificandomi alquanto). "Senza di lei noi non saremmo riusciti ad imparare e a insegnare ai nostri compagni".

Il prossimo obiettivo? Provare a smuovere gli "irriducibili"!


postato da: critolao alle ore 15:16 | link | commenti (2)
categorie: citazioni, riflessioni, scuola e didattica

Suggerire è un obbligo???

Sono molto dispiaciuta di avere notato un fatto alquanto sgradevole: spesso gli studenti "secchioni" sono apprezzati dai propri compagni solamente se suggeriscono durante compiti in classe, verifiche ed interrogazioni. Ormai è divenuto un dovere!!! Mi è capitato di litigare con alcuni miei compagni di classe per motivi del tutto futili: i ragazzi non si accontentano più dell'aiutino, ma pretendono addirittura tutte le risposte corette ed in un minore tempo possibile. Eh si... da oggi il tempo impiegato per suggerire conta; strabiliante ed al contempo triste; Alcuni miei coetanei si rendono conto che queste sono amicizie sottili e di soli compromessi, altri cercano di andare avanti e non crederci, di far finta che ciò che vedono sia solo frutto dell'imaginazione e non dell'egoismo prorompente e della maleducazione presente in questa società. Fortunatamente, e ciò mi rincuora molto, ci sono anche alunni che si stimano l'un l'altro per la loro bravura e riconoscono con entusiasmo le doti altrui.


postato da: euridice14 alle ore 13:53 | link | commenti (2)
categorie: scuola e didattica, societĂ  e scuola
mercoledì, 20 febbraio 2008

confrontiamoci...

Solitamente, nell'aula docenti non sono ammessi gli studenti. Ma questa nostra "Sala docenti" virtuale vuole essere un'occasione di confronto tra coloro che vivono nella scuola e che credono fortemente che la scuola possa essere migliorata. Per farlo è necessario il contributo di tutti, docenti, studenti e genitori che quotidianamente con l'istituzione scuola si confrontano.

Ecco perchè abbiamo ritenuto opportuno inserire tra i nostri collaboratori una studentessa, euridice14, che nella nostra "Sala docenti" potrà rappresentare il punto di vista di chi siede tra i banchi e si relaziona con studenti e docenti in modo diverso da chi siede in cattedra.


postato da: critolao alle ore 18:48 | link | commenti
categorie: riflessioni, redazione, scuola e didattica
mercoledì, 13 febbraio 2008

obiettivi da raggiungere

Che idea abbiamo della scuola? Quali dovrebbero essere i suoi obiettivi? In che modo tali obiettivi dovrebbero essere raggiunti? Il dibattito sulle problematiche proposte si sviluppa non solo tra le pareti degli edifici scolastici ma investe tutta la società. Assodato che il vecchio modello di scuola non sia più proponibile attualmente, ci si interroga sulle modalità per conciliare la qualità dell'attività di insegnamento -apprendimento con la  quantità degli studenti che affollano le aule scolastiche, studenti con potenzialità diverse che necessitano di interventi di tipo diverso.

A livello ministeriale, alcune delle ultime riforme hanno cercano di fornire indicazioni in proposito che si concretizzano nel passaggio da una scuola delle conoscenze (sapere) verso una scuola delle competenze (saper fare); da una scuola che puntava tutta la sua attenzione sui programmi ministeriali a una scuola che si concentra sugli obiettivi specifici di apprendimento (OSA) atti a sviluppare abilità  che portino all'acquisizione di competenze diverse.

E' una svolta che richiede strategie differenti e modalità diverse di fare scuola, salvaguardando, come accennavo prima, il diritto all'apprendimento sia dello studente eccellente sia dello studente "non adatto" alla scuola.

Utopia? Forse no. Forse è possibile individuare una strategia che permetta di raggiungere questi obiettivi.


postato da: critolao alle ore 16:23 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, scuola e didattica, societĂ  e scuola