PENSIERI, COMMENTI E IDEE IN LIBERTA'---Le sale insegnanti non sono tutte uguali: in alcune, come quella in cui noi della redazione ci siamo incontrati, si parla di tutto, ci si confronta e nascono ottime collaborazioni che rendono piacevole lo stare a scuola. In questo blog vogliamo ricreare virtualmente il clima di quella sala docenti: uno spazio per confrontarsi e far sentire la propria voce, una sorta di redazione o di radio libera simile a quelle degli anni Settanta, quelle libere veramente.
Venerdì, ore 17 ( se non si è superstiziosi, nulla di male. Ma io forse dovrei iniziare a esserlo..). Inizia uno dei più lunghi consigli di classe a cui abbia partecipato (ovviamente coordino io). La tragedia sta per iniziare. Avevo avuto una soffiata: genitori e alunni, in assetto di guerra, stavano preparando la sommossa. La mia fedele pastiglia per il mal di testa era lì, pronta per essere deglutita. Il corpo docente è schierato in fila, pronto per essere giustiziato; al centro siedo io, primus inter pares (o meglio agnello sacrificale a cui è stato affidato il coordinamento di quella classe). Dopo aver esposto ai genitori la situazione dei propri pargoli inizia la guerriglia stile G8. Genitori che urlano, alunni che urlano, docenti che urlano (chi dovrebbe insegnare a chi?!), pastiglia ingoiata prima che il mal di testa degeneri. Tutti vogliono aver ragione (ovvio), risparmio i dettagli.
Alle ore 20 decido di mettere la parola fine al consiglio di classe, abbiamo sforato di 1 ora e 30 minuti, non abbiamo risolto nulla, anzi l'astio tra le tre componenti è arrivato all'ennesima potenza. I genitori vogliono parlarmi, mi fermo con loro nel parcheggio della scuola altri 30 minuti. Arrivo a casa stremato, mi tremano le gambe e il mal di testa non è passato. Alle 22 inizio finalmente a cenare e avrà inizio una delle nottate più tormentate degli ultimi anni (nemmeno la peperonata mi fa questi effetti). Mi sveglio sabato mattina, non avendo quasi per nulla dormito, in un mare di sudore. E non è stato un incubo.Decido di comprare un corno rosso, non fa mai male.
Mi aveva fatto tanto tribolare al punto che, in alcuni momenti, avrei voluto non far più questo mestiere, che pure amo tanto. C'erano giorni in cui tremavo al solo pensiero di incontrarla, temendo un suo richiamo, temendo le sue urla. C'erano momenti in cui pensavo di odiarla.
Eppure era stata la prima che aveva creduto tanto in me, quella che mi aveva affidato gli incarichi più elevati all'interno della scuola.
Ora che se n'è andata, completamente distrutta dallo stesso male che poco più di tre mesi fa si era portato via, a soli 17 anni, un mio studente, sento comunque la sua mancanza. Perchè, di fronte alla morte, non si può essere cinici, non si può continuare a odiare.
Sinceramente, non credo che la questione sia così netta. La verità è che le trasformazioni culturali e sociali che hanno caratterizzato i paesi occidentali negli ultimi decenni hanno fortemente messo in crisi le modalità tradizionali del rapporto tra i due sessi. Il cambiamento è tuttora in corso e, come tutti i cambiamenti, genera ansie, rigurgiti di tradizionalismo, rotture e resistenze, come anche i recenti fatti di cronaca evidenziano. C'è ancora tanto da fare.
In questa nuova ottica, dunque, non credo ci possano essere grosse difficoltà nell'organizzazione dei corsi di recupero estivi.